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Alpinismo

Everest: Inglis compie la missione impossibile

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KATHMANDU, Nepal — Ha scalato l’Everest da Nord, nonostante fosse privo delle gambe. Mark Inglis – neozelandese di 47 anni – aveva una grande passione: l’alpinismo. Mosso dalla forza di volontà è riuscito a salire sul "Tetto del mondo" grazie a due protesi di carbonio al posto degli arti inferiori. E’ il primo al mondo a riuscire in una simile impresa.

Il primo passo verso questo traguardo è stato la rimozione della paura. Inglis infatti aveva perso le gambe 24 anni fa proprio durante una scalata. Per due settimane era rimasto intrappolato in una caverna di ghiaccio. Il congelamento alle gambe ha fatto il resto. 
 
Ma per Inglis la passione per la montagna è troppo forte. Tanto che il neozelandese decide di ritentare la scalata del monte Cook (3754 metri), lo stesso dell’incidente, questa volta con successo.
 
Nel 2004, l’alpinista scala il monte Cho Oyo, colosso himalayano di 8.120 metri. Ed è lì che decide la sfida suprema alla montagna più alta della Terra.
 
Durante la salita all’Everest, una gamba artificiale si spezza a quota 6.400. Ma le difficoltà non lo fermano. Inglis riesce a improvvisare una riparazione e torna al campo due, in attesa di pezzi di ricambio per l’arto. Poi ci ritenta e stavolta raggiunge la cima.
 
Il premier della Nuova Zelanda Helen Clark è stata tra i primi a congratularsi con l’alpinista. La spedizione mirava a raccogliere fondi per la costruzione di un centro di arti artificiali in Cambogia, che offre servizi di riabilitazione dei disabili vittime innocenti delle mine anti-uomo.
 
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