• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Tecnologia

Ricerca CNR: in Italia temporali sempre più violenti

immagine

ROMA — Piogge più rare e violente. Coste a rischio di inondazione. E’ questo il panorama che si profila davanti all’Italia secondo una recentissima pubblicazione curata dal CNR. Dove per la prima volta vengono analizzati i rischi corsi dal "Belpaese" per colpa del cambiamento climatico.

“Cambiamento climatico”, “impatto ambientale”, “riscaldamento globale” sono fenomeni che occupano le cronache d’ogni giorno. Parole quasi d’uso comune. Ma cosa effettivamente comportino sulle nostre vite di tutti i giorni, non è sempre chiaro.
 
A chiarire la situazione è arrivato il Consiglio nazionale delle ricerche, con il volume “Kyoto e dintorni. I cambiamenti climatici come problema globale”, a cura dell’Istituto sull’Inquinamento atmosferico. Per la prima volta, l’Italia è al centro del discorso sul cambiamento climatico, i cui effetti e conseguenze sono descritti con toni divulgativi ma estrema rigorosità scientifica.
 
Ma che cosa emerge, di preciso, dalla pubblicazione? Che pioverà sempre di meno ma i temporali saranno più violenti, per esempio. Negli ultimi trent’anni, le precipitazioni sono già diminuite di circa 40-50 mm a stagione. A rischio sarebbero soprattutto le regioni meridionali, dove il rischio frane, il dissesto idrogeologico e l’approvvigionamento idrico saranno problemi sempre più gravi.
 
Verso la fine di questo secolo, poi, le estati diverrebbero più calde di 3-5 gradi centigradi, rendendo permanenti situazioni di calura e siccità come quella dell’estate 2003. Al contrario dell’Europa nord-occidentale, che dovrebbe essere invece vittima di un raffreddamento generale dovuto a cambiamenti delle correnti atlantiche.
 
L’innalzamento dei mari dovuto al riscaldamento globale (stimato dai 15 ai 90 cm) si accompagnerebbe pericolosamente al fenomeno geologico dell’abbassamento delle coste italiane (pochi millimetri ogni anno). Un connubio che metterebbe a rischio di inondazione oltre trenta zone costiere italiane nei prossimi cento anni, tra cui la Versilia, varie zone del Tirreno, la costa tra Rimini a Monfalcone.
 
C’è questo ed altro nel volume curato da Antonello Pasini, ricercatore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del CNR, che ha raccolto i contributi più aggiornati sul tema provenienti da CNR, ENEA, Columbia University, NASA, Università La Sapienza, Università di Lecce, APAT. Edito da Franco Angeli, il libro è stato realizzato con il contributo di Operandi-Fondazione British American Tobacco Italia Onlus.
 
 
Sara Sottocornola
Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *