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Alpinismo

Strage di alpinisti sull’Elbrus: 7 morti, quattro dispersi

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MOSCA, Russia — Se n’è salvato uno solo. E’ finita in tragedia la spedizione di 12 alpinisti russi sul monte Elbrus, in Caucaso. I soccorritori hanno trovato 7 scalatori morti assiderati, mentre altri 4 sono tuttora dispersi.

Stando alle prima informazioni, la strage si è consumata nel giro di poche ore. Gli alpinisti erano giunti a circa 300 metri dalla vetta, quando sono finiti in una tormenta di neve con temperature siderali. Purtroppo non ce l’hanno fatta.
 
L’allarme è stato dato dall’unico sopravvissuto che, semiassiderato e ferito, è riuscito ad arrivare a una postazione di soccorso.
 
Il monte Elbrus è un vulcano estinto dalla classica forma conica che termina con due picchi. Il Picco Ovest è alto 5642 metri. Quello est arriva a 5621. La montagna si trova nella Russia meridionale, più precisamente nella Repubblica federata della Kabardino-Balkaria. La sua posizione isolata, a soli 10 chilometri dallo spartiacque caucasico (il naturale confine fra Europa e Asia) ne fanno la vetta più alta d’Europa. Il periodo migliore per la salita, dicono gli esperti, è fra giugno e settembre.
 
La prima spedizione a raggiungere la vetta occidentale è stata quella capitanata da A.W.Moore nel lontano 1874.  L’Elbrus, già in passato, è stato teatro di tragedie costate la vita a escursionisti preparati e alpinisti di buon livello. Stavolta è toccato a un’intera spedizione che era arrivata a vedere da vicino l’agognata vetta.  
 
Dopo le temperature rigidissime toccate nei giorni scorsi (50 gradi sottozero) e le tempeste di neve, i soccorritori questa mattina si sono levati in volo con un elicottero e hanno perlustrato la zona indicata dal superstite.  A circa 5300 metri d’altezza hanno trovato i corpi congelati di sette alpinisti, sepolti nella neve dove avevano cercato di scavarsi un rifugio. Le ricerche dei 4 dispersi sono tuttora in corso.
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