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Cultura

Nepal, accordo internazionale in difesa del Dolpo

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BERGAMO — Ha fatto il giro del mondo per unire Nepal, Italia, Svizzera e Stati Uniti sotto nel nome della ricerca scientifica. Antropologica, per essere più precisi. Si tratta dell’accordo di collaborazione siglato nei giorni scorsi dal Comitato Ev-K²-CNR per proteggere l’identità culturale delle comunità che vivono nell’area himalayana del Dolpo, in Nepal.

“L’idea della collaborazione è nata durante un lavoro che stavo svolgendo in Nepal sulle narrazioni mitologiche locali delle comunità “Bon”, un’antica religione tibetana – spiega Riccardo Vrech, ricercatore Ev-K²-CNR e dottorando presso il Cerco (Centro ricerca antropologia ed epistemologia della complessità dell’Università degli Studi di Bergamo).
 
"Uno dei miei testimoni qualificati – continua Vrech – è Semduk Lama,  nativo dell’area indigena e presidente della Ong Tashi D, che collaborava già da tempo con altre due Ong: la svizzera Tapriza e l’americana Friends of Dolpa. Tutti lavoravamo per lo stesso fine. Così siamo arrivati all’accordo appena firmato.
 
E’ una splendida occasione per promuovere e preservare in sinergia la cultura tradizionale, sia orale che materiale, di questa affascinante regione himalayana. La filosofia comune dei partner è quella di studiare e proteggere le culture locali , partendo dalle proposte che nascono dalle comunità stesse, strettamente coinvolte in ogni iniziativa”.
 
L’area comune di attività riguarderà l’antropologia, la comunicazione e lo sviluppo delle culture locali, con particolare attenzione alla formazione dei giovani e allo studio delle tradizioni e delle religioni del Dolpo. L’antropologia è un’area storica di ricerca del Comitato Ev-K²-CNR, che è sempre molto attento alle ricadute concrete dei propri studi sullo sviluppo sostenibile delle aree in cui opera.
 
 L’accordo infatti non è un’iniziativa ad hoc, ma apre la strada a molte opportunità di collaborazione che saranno definite di volta in volta dai partner. “Abbiamo in programma, per cominciare, la ristrutturazione edile e artistica di un antico monastero monastero. Spero che sia solo l’inizio di una serie di progetti, magari da individuare già nella mia prossima missione sul campo”  conclude Vrech, che sarà di nuovo in Nepal il prossimo agosto.
Il Dolpo si trova a nord-ovest del Nepal. E’ un gioiello culturale e naturale d’alta quota che per lungo tempo è stato inaccessibile ai turisti. Si passa da valli alpine ad altipiani aridi, una bellezza indescrivibile. Il leopardo delle nevi e la pecora blu l’hanno scelto come habitat prediletto. E gli abitanti, di origine tibetana, si sono integrati con i nepalesi originando un mix culturale unico e affascinante.
 
Le leggende studiate da Vrech sono una magica fusione di mitologia e storia, conservata nella memoria collettiva di queste comunità. Dove le famiglie, la sera, si raccolgono intorno al fuoco per ascoltare canti, indovinelli e intrighi con cui il cantastorie tramanda i principi della dottrina, così come facevano i loro antenati.
Nella foto, di Riccardo Vrech, è ritratto il lago di Phoksumdo, che secondo le narrazioni mitiche, ricorda un allagamento causato da una demonessa il cui potere venne soggiogato da Guru Rinpoche, che vittorioso rese l’area nuovamente abitabile e coltivabile.
 
Sara Sottocornola
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