• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Ambiente

Inquinamento: allarme della Banca mondiale

immagine

NEW YORK, Stati Uniti — La Banca mondiale lancia un l’allarme anidride carbonica. Le emissioni di CO2, uno dei gas principali responsabili dell’effetto serra, sarebbero aumentate di ben il 15% nel decennio 1992-2002. Il principale inquinatore rimarrebbe l’Occidente, ma la crescita delle emissioni sarebbe davvero drammatica nei paesi in via di sviluppo.

L’avvertimento è contenuto nell’edizione 2006 del Piccolo Libro verde dell’ambiente, presentato durante la XIV sessione della commissione ONU sullo sviluppo durevole a New York.
 
L’ultimo aggiornamento dei dati sulle emissioni parla di 24 miliardi di tonnellate di CO2 emessa nel solo anno 2002. Il decennio precedente a questa rilevazione avrebbe visto uno spropositato aumento delle emissioni di CO2 in India (+57%) e in Cina (+33%), paese che vanta già il poco dignitoso record di paese più inquinante al mondo nonostante i miglioramenti di efficacia conseguiti nell’utilizzo dell’energia.
 
I peggiori della lista resterebbero comunque i paesi occidentali: agli USA e ai paesi dell’Euro farebbero carico rispettivamente il 24% e il 10% dell’inquinamento totale. Questi paesi, tra l’altro, consumerebbero il 51% dell’energia prodotta nel mondo (pro capite, la cifra è superiore di circa 11 volte rispetto ai Paesi poveri).
 
E le previsioni non sono nulla di buono: secondo il “libro verde” l’aumento delle emissioni continuerà a crescere insieme alla crescita economica. Con esso, anche il riscaldamento climatico e tutte le sue devastanti conseguenze. 
 
L’aumento dei prezzi del petrolio non farebbe ben sperare. Probabilmente incoraggerà l’utilizzo del carbone nella produzione di energia elettrica, già pesante soprattutto nei paesi poveri.
 
E’ forte l’ammonimento di Warren Evans, direttore della Banca mondiale per l’ambiente: “I cambiamenti climatici colpiscono tutto il mondo, ma i paesi più poveri sono i più vulnerabili perché non hanno i mezzi adatti ad affrontare il problema”. 
Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *