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Alpinismo

Karl Unterkircher, tre “passi” in Tibet

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LITANG, Tibet — Altitudine: quattromila metri. Vegetazione intensa e di una varietà strabiliante. Colline infinite, villaggi pieni di vita, dove i colori regnano sovrani. Ecco il racconto del magico viaggio attraverso il Tibet dell’alpinista Karl Unterkircher, in marcia verso il Mount Genyen (Cina). 

"Partiti da Kangding, la cultura e i luoghi che incontriamo assumono sempre più uno stile tibetano – racconta Unterkircher -. Ci aspettano lo scavalcamento di tre passi, tutti in direzione ovest, per arrivare a Litang. Uno sviluppo stradale di 290 chilometri.
 
Arriviamo al primo passo e notiamo ancora molto traffico, molti turisti cinesi, anche i camion sono piuttosto frequenti. La strada scende in direzione di un altipiano che si espande per un bel po’ di chilometri, fino a quando – risalendo pian piano – giungiamo al secondo passo.
 
In discesa notiamo qualche "baracca", dove ci sono dei tubi con acqua che esce continuamente sulla strada semisterrata e dei “campa” che lavano i camion e le macchine che passano. Abbiamo notato che l’acqua serve anche per raffreddare i motori e i radiatori delle macchine in salita e i freni di quelle in discesa.
 
Scendendo dal secondo passo, la valle diventa sempre più bella le case sono fatte totalmente in pietra, in stile tibetano. Il paesaggio è molto vario, di color verde. E’ il colore che amo di più. Ci sono piante di ogni genere: abeti, larici e tante varietà di alberi a foglia. Gli orti… fatti bene e pianeggianti.
 
I bambini stanno spesso sul bordo della strada davanti alle loro case, immobili, in posizione di saluto militare. Abbiamo superato due convogli militari.
 
La valle si fa sempre più incassata: una tipica forma a “V”. Solo il fiume e la strada hanno posto in questa stretta valle. Arrivati in fondo, si traversa il grande fiume Yajiang con le sue acque scure. Anche qui si nota l’economia cinese in crescita, con varie costruzioni nuove.
 
Sull’ altro lato continuiamo nella stessa direzione ad ovest verso il terzo valico. Il fiume qui è molto detritico, sui bordi ogni tanto c’ è una frana, tutto lascia pensare che c’ è stato un temporale o una grossa tormenta. Il tempo al momento non è bello, sono molto curioso di arrivare al passo per poter avere uno scorcio sul gruppo del Genyen, chissà se vediamo il "cervello".. vedremo.
 
Il cielo diventa sempre più nero e sta iniziando a piovere. Penso che le probabilità di veder qualcosa saranno poche. Ci avviciniamo al passo e si alzano dalla foresta dei bellissimi pini alti 25-30 metri, con la barbetta parassita di colore più chiaro come da noi sui larici. Sembrano ornati.
 
Siamo quasi al passo di Jiantse, il cartello indica 4.659 metri ma credo che ne mostri più del dovuto. Eccoci ormai al punto più alto, sono veramente emozionato, la pioggia ha cessato ma il sole riesce a malapena a farsi vedere… Al di là ci sono troppe nubi, si intravede a malapena qualche montagna. Chissà di che montagne si tratta.
 
Una serie di colline aspre si schierano davanti a noi sull’ altipiano, mi verrebbe voglia di prendere la bussola e riuscire a capire almeno in quale direzione si trova il gruppo del Genyen. 100 chilometri ci separano ancora dalla meta, la strada ora ha una minima pendenza in discesa ed il paesaggio tipico e aspro del Tibet assume ora un aspetto molto più gradevole.
 
Anche se guidiamo già da un po’ più o meno alla stessa quota, la strada entra in uno scenario mai visto: passa da una collina all’altra a forma di slalom. Ad un certo punto la vegetazione inizia di nuovo a essere più presente con una spettacolarità incredibile: ci sono alberi che crescono
persino a 4000 metri.
 
Siamo poco distanti da Litang: il continuo, leggero, saliscendi ci fa sembrare di essere sulla
schiena di una gigantesca e lunghissima formica. A destra e sinistra, un paesaggio che si alterna fra schiene collinose e valli profonde, dove si scorgono anche le case dei contadini con un immensità di yak sparsi in giro. Un ambiente da favola.
 
Sembra non finire più questa strada. Ormai siamo quasi all’imbrunire, finalmente si inizia a vedere la conca piana e mi viene in mente la foto dal satellite. Siamo arrivati, Litang… le ultime curve prima della città. Dall’alto non mi convince molto, invece una volta entrati è veramente molto bella, tipica e piena di vita". 
 
 
Karl Unterkircher
 
—ENGLISH VERSION——————————————————————————
 
LITANG, Tibet – Altitude, 4.000 meters. A rich, incredibly various vegetation of an intense green. Infinite hills, villages full of life and colours. Here is the story of the magic travel in Tibet of the mountaineer Karl Unterkircher, on his way to the Mount Genyen (China).
 
"Leaving from Kangding, culture and places become more and more “Tibetan”. Three mountain passes must be crossed westwards in order to arrive in the Litang village. 290 kilometers to be covered.
 
When we arrived at the first pass, we noticed much traffic, many Chinese tourists, also trucks were rather frequent. The road comes down in direction of a plateau that spreads out for miles and then – going up slowly – we reach the second pass.
 
Descending, we notice some "shack", where water continuously pours out by some tubes and finishes on road; here some "campa" wash trucks and cars that are crossing the pass. The water is very useful to cool motors and he radiators of cars climbing and the brakes of those descending.
 
Coming down from the second pass, the valley become more and more beautiful. Houses are totally made of stone, in typical Tibetan style. The scenery is various, with the predominance of green. It’s the colour I love more. There are plants of every kind: firs, larches and other trees. The gardens are done with care and levelled.
 
Children are often standing on the edge of the road, in front of their houses, in position of military salute. We met two military convoys.
 
The valley  becomes more and more narrow, assuming the typical "V" shape. Only the river and the road find place in this restricted space. At the end, we crossed the great Yajiang river with its dark waters.
 
The growing Chinese economy has influenced even these places, where stands several new buildings. We continue our trip on the other side, always westwards, heading for the third pass.
The river here is detrital, sometimes on the edges there is a landslide: probably a thunderstorm or a large torment has just happened.
 
The weather now is not very good. I’m looking forward to arrive on the summit of the pass for being able to see the group of the Mt. Genyen. Perhaps we’ll be able to see the "brain"… But the sky becomes more and more black and it’s beginning to rain. The probabilities to see something are very little.
 
Approaching the pass, beautiful pines 25-30 meters high raise from the forest. They have a small parasitic beard like that of our larches. They seem embroidered. We are near the Jiantse pass. A poster says “4,659 meters” but I believe it’s a bit exaggerate.
 
We are now at the higher point: I’m deeply moved. The rain has stopped but it’s hard to see the sun. There are too many clouds here, you can hardly see some mountains far away. Who knows what’s their name.
 
A series of hard hill stands in front of us. I would like to take the compass to understand understand at least in which direction is the group of Mt. Genyen. 100 kilometers still separate us from our destination. The road is descending with a minimal slope and the typical and hard view of Tibet become always more pleasant. We proceed more or less at the same altitude, when the road enters in a scene never seen and we start passing hills like in a slalom.
 
Vegetation becomes thicker and more and more beautiful: these trees grow at an altitude of 4000 meters. We are close to Litang. There is a continuous light ups and downs: it seems to us of being on the back of an enormous and long ant.
 
Hills and deep valleys stands to our left and to our right. We see the houses of peasants with countless yaks. A dream atmosphere.
 
This road seems never-ending. It’s getting dark when we start seeing the plain, it reminds me the photo taken from the satellite. Litang, we’re arriving… these are the last curves before the city. Seen from above, it’s not very fine. But once you enter, Litang is enchanting, very typical and full of life."
 
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