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Attualità

Giornalista salvata dalla Piramide dell’Everest

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PIRAMIDE EVEREST, Nepal — Una giornalista indonesiana è stata salvata in extremis ieri dallo staff del laboratorio scientifico più alto del mondo. La ragazza accusava un grave mal di montagna. "Con tutta la gente che gira da queste parti per il cinquantesimo anniversario del Lhotse, non c’è da stare molto tranquilli per il futuro" ha commentato Cristina Piolini, supervisore della Piramide del Comitato Ev-k2-Cnr. 

 
"Ho un gruppo di filippini nel lodge, una ragazza sta molto male. Le abbiamo prestato tutte le cure possibili. Ora è sotto ossigeno, speriamo che si riprenda presto". Con queste parole la Piolini ha comunicato l’accaduto ieri nella tarda serata.
 
Amalia Yunita, questo è il nome della giornalista 39enne, stava scendendo dal Kalapatthar insieme a un gruppo di colleghi connazionali. Tutti i componenti del gruppo sono stati male per colpa della quota, ma lei era quella in condizioni peggiori: male acuto di montagna con vomito.
 
Fortunatamente, i giornalisti sono riusciti ad intervenire tempestivamente grazie a due incontri fortunati. Prima un alpinista filippino della 1st Philippine Mt. Everest Expedition Team, che stava scendendo a Lobuche per riposarsi. Grazie a lui è stato immediatamente richiamato dal campo base Rted Esguerra, il medico ufficiale della spedizione.
 
Poi un ragazzo spagnolo che nel 1995 era stato alla Piramide per dei test medici e che subito ha suggerito al gruppo di portare la ragazza alla sede del Laboratorio, dove ci sono tutte le attrezzature necessarie al soccorso.
 
Il medico filippino, sceso immediatamente dal base, e lo staff della Piramide, hanno prestato le prime cure alla malcapitata: flebo a base di glucosio e 12 ore di macchina arricchitrice di ossigeno. Dopo una notte passata sotto osservazione al Lodge, Amalia si è ripresa e, anche se ancora molto provata, è scesa per raggiungere i compagni a Gorakshep.
  
"Stamattina i filippini mi hanno soprannominata "Angel Cristina" – prosegue la Piolini -. Sono contenta che sia finito tutto bene, ma è pazzesco che questo gruppo di persone sia qui: non sanno nemmeno cos’è, la montagna!.
 
Con tutta la gente che gira da queste parti per il cinquantesimo anniversario del Lhotese, non c’è da stare tranquilli. Pensate che al base c’è gente che sta imparando ora a mettere i ramponi e ad usare la piccozza! Stamattina alle 8 locali ho sentito passare l’elicottero. Sicuramente si tratta di un altro soccorso…".
 
 
Sara Sottocornola
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