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Esteri

Svizzera, incubo finito: morto l’assassino della campionessa

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LOSANNA, Svizzera — Lo hanno ritrovato morto, riverso in un bosco. Con tutta probabilità suicida. Il suo corpo era in una pozza di sangue simile a quella che aveva lasciato lungo il suo cammino. La polizia elvetica ha ritrovato ieri sera il cadavere di Gerold Stadler, il banchiere di 34 anni che nei giorni scorsi ha assassinato la moglie – la campionessa di sci Corinne Rey-Bellet – e il fratello di lei.

Finisce così l’incubo che per giorni ha tenuto incollati al video e rinchiusi in casa decine di migliaia di svizzeri. Il cadavere del "mostro", così lo ha definito una parte dell’opinione pubblica, è stato ritrovato nei pressi di Ollon (località del cantone elvetico di Vaud) a poche decine di chilometri dal luogo degli omicidi.
 
Accanto al cadavere, la pistola di grosso calibro con cui l’uomo ha freddato i familiari e – presumibilmente – se stesso. Poco lontano l’auto, un Audi con cui il banchiere era sfuggito alla caccia della polizia, lanciandosi a oltre 230 chilometri orari sull’autostrada.
Corinne Rey-Bellet (33 anni, nella foto in un momento felice) ed il fratello Alain (32) sono stati assassinati domenica scorsa in uno chalet di famiglia a Les Crosets, nel cantone svizzero del Vallese. Stando alla ricostruzione degli inquirenti Stadler, separato dall’ex sciatrice da una decina di giorni, era giunto lì verso le 19 per riportare alla moglie il figlio di due anni e mezzo. Kevin era già a letto quando fra i due coniugi è scoppiata una lite violenta finita in tragedia.
Verso le 21.30 la coppia si sarebbe spostata al pianterreno, nell’appartamento dei genitori della donna. Il padre di Corinne era appena uscito, quando il marito ha estratto un’arma e ha sparato a più riprese uccidendo Corinne e il fratello, e ferendo la madre.
 
"E dire che Stadler era innamoratissimo della moglie", sostiene chi lo conosce. I dissapori sarebbero nati qualche mese fa. Storie di soldi, dicono. E un contorno ancora tutto da chiarire. Secondo la Radio svizzera, Corinne era incinta, al terzo mese.
 
Certo è che l’uomo era stato allontanato da casa. Per due settimane aveva vissuto con amici. Una strage per sfogare la rabbia «di essere stato cacciato», azzarda qualcuno. La madre di Corinne, colpita da diversi colpi di pistola, versa tuttora in gravi condizioni. Si è salvato invece il padre della sciatrice: immobiliarista di fama, proprietario dell’agenzia più importante della zona.
 
Forse, sostengono gli esperti, Stadler non ha retto alla possibilità di perdere tutto: il ruolo di marito della campionessa. E quello di erede di un piccolo impero. E allora ha preferito la strage.  
 
Come in un moderna tragedia di Shakespeare, il finale è un crescendo di orrore. Il banchiere muore suicida. Mentre a Les Crosets, il paese in cui viveva la coppia, tornano i brividi di una vicenda del passato. Quando un uomo, in uno chalet poco distante dalla casa dei Rey-Bellet, sterminò la moglie, i tre figli e la madre della sua sposa.
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