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Alpinismo

Il “Basco dei record” abbandona il Kangchenjunga

KATHMANDU, Nepal — Niente più pendii di ghiaccio, infidi passaggi o traversate esposte sui baratri delle montagne di tutto il mondo. Il sogno di Juanito Oiarzabal di tornare ai "confini del cielo" si è infranto nei giorni scorsi sullo Yalung Kang, vetta minore del colosso himalayano Kangchenjunga.

Per il "Basco dei record", 21 salite oltre gli 8.000 metri, è la fine di una carriera eccezionale. E’ stato costretto a rinunciare Juanito. I suoi piedi, stretti negli scarponi d’alta quota, non hanno retto al difficile terreno delle strette creste ghiacciate della montagna himalayana.

Classe 1956, 35 spedizioni extraeuropee all’attivo in 23 anni di attività alpinistica, Juanito ha completato nel 1999 con l’ascensione dell’Annapurna la scalata a tutti e 14 gli ottomila del pianeta. Entrando nella ristretta cerchia dell’elite dell’alpinismo mondiale.

Poi le ripetizioni e le vette minori. E fu proprio durante una di queste che avvenne l’incidente. Dopo la conquista della vetta per la seconda volta, nel 2004 scendendo dal K2 il basco rimase vittima di gravissimi congelamenti che costrinsero i medici all’amputazione delle unghie di mani e piedi. Seguirono due anni tormentati.

Da una parte la voglia di tornare nel suo ambiente, quelle cime che lo avevano visto come uno dei maggiori interpreti dell’alta quota per anni. Dall’altra il dolore fisico che provava ogni volta che tentava di ricominciare.

Furono due anni di depressione profonda, ma negli ultimi tempi le cose sembrarono migliorare. Tanto che, con rinnovato entusiasmo, decise di ritentare. Il Yalung Kang, la prova del fuoco. Tutto sembrava andare per il meglio. L’acclimatazione, la sistemazione del campo. I primi passi.

Ma probabilmente si trattava soltanto di un’illusione. Non appena il terreno ha incominciato a farsi più accidentato sono comparsi i dolori. Soprattutto al piede sinistro. Fino alla rinuncia, nei giorni scorsi.

Entro una settimana Juanito sarà a Kathmandu, pronto per il viaggio di rientro. Viaggio durante il quale avrà modo di riflettere, profondamente. Abbandonare, ritentare. Non ci è dato di sapere ancora. Ma siamo pronti a scommettere che la parabola del piccolo basco dei record non sia ancora definitivamente conclusa.

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