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Alpinismo, K2 invernale, Primo Piano

I polacchi in parete sfidano il vento per arrivare ad allestire Campo 1 a 6200 metri

Artur Małek e Piotr Tomala Foto @Polski Himalaizm Zimowy

“Oggi in parete, l’obiettivo di domani sarebbe quello di arrivare a 6000 metri e lì piazzare il Campo 1”. Così scrivono i polacchi che continuano a salire, dunque, anche se il meteo in questi giorni è stato un po’ instabile, con il vento, molto forte, che non facilita la salita. Al momento in parete ci sono Bielecki, Małek, Chmielarski e Kaczkan. 

“Il punto chiave sarà il campo 3, dove abbiamo intenzione di passare una o due notti” spiega Janusz Gołąb, che assieme ad Urubko è l’alpinista che ha compiuto più rotazioni fino ad ora sulla montagna, aggiungendo: “In questi giorni sul K2 il vento soffia forte (a parte i momenti in cui il jet stream si calma come oggi e non si vede niente) e sembra che la montagna fumi. Per un fotografo e alpinista è una vista fantastica”. Gołąb spiega anche quale potrebbe essere la strategia per i campi alti: installare campo 3, dormirci per completare l’acclimamento; mentre per quanto riguarda campo 4 installarlo solo durante il tentativo di vetta ed utilizzarlo per riposarsi solo qualche ora, ma senza passarci la notte. 

In base ai piani della spedizione, campo 1 dovrebbe essere raggiunto nella giornata di domani. Per sabato è prevista infatti una brevissima finestra di vento debole (20/25 km/h), che però dovrebbe tornare a rafforzarsi domenica fino a martedì, quando nel pomeriggio inizieranno invece diversi giorni di sole ed assenza di vento. Peccato che gli alpinisti non siano ancora acclimatati, perché l’occasione di avere in vetta bel tempo e 30 km/h pare davvero un regalo. 

Intanto il capo spedizione Krzysztof Wielicki in un’intervista di Michał Rodak a Rmf 24 ha raccontato come stanno procedendo le cose, a partire dal team: “La forza della squadra è incredibile, siamo in attesa di buone notizie meteo per salire. Oggi  (ieri ndr) è stata una giornata no, perché il tempo non era favorevole, per domani si prevede un miglioramento”.  “Mi sembra che gli alpinisti si rendano conto che questa è una delle sfide più importanti all’inizio” ha sottolineato.

“Naturalmente – ha continuato – questo non è il tempo che vorremmo avere, ma è abbastanza buono e penso che sarà possibile allestire un campo nei prossimi giorni a 6.200 metri. Questo sarebbe un obiettivo molto importante per l’acclimatamento dei team. Al momento, infatti,  dopo aver lavorato sulla montagna gli alpinisti tornano al base”. 

Il capo spedizione ha parlato anche della vita al campo base, dove hanno aggiunto qualche comodità: “La vita è fantastica qui. Se la comparo a quando siamo stati qui per la prima volta nel 1987, non ci sono paragoni. Al momento abbiamo bella tenda a cupola, al caldo, si può leggere un libro, alcune riviste, possiamo giocare a carte… La maggior parte di noi  può usare sia tablet che PC. Abbiamo un po’di wi-fi, quindi si può comunicare con casa e con il mondo. Penso che il comfort sia importante. Non credo che distragga dall’obiettivo ma che può aiutare a concentrarsi su esso. Mi sembra che tutti i membri della spedizione si rendano conto che questa è una delle più grandi sfide della loro carriera”. 

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