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Pronto, Soccorso Alpino? lo spot che fa in…dignare

Una casa automobilistica ha invaso la radio con una pubblicità che la prima volta che la senti ti sorprende, le successive fa in…dignare.

Una voce al telefono chiede al Soccorso Alpino il recupero suo e della vettura presso un rifugio alpino a causa della troppa neve e pendenza, la risposta, con sottofondo di rumore di elicottero, è scontata: se avesse usato l’auto pubblicizzata non avrebbe avuto problemi. 

La struttura del messaggio è fuorviante e inquietante oltre che scorretta. Far passare che il Soccorso Alpino riporti a valle le auto che impropriamente sono salite ai rifugi (come ci siano arrivate non lo sappiamo) e che sono rimaste in panne è un’informazione diseducativa e sbagliata.

Intanto se rimani bloccato con l’auto chiami il Soccorso Stradale. Se sei in un luogo pericoloso per le valanghe, puoi chiamare il 112 che allerta il servizio di intervento e soccorso più adatto, ma stiamo parlando di casi e servizi seri. Non di irreali e irridenti spot pubblicitari.

La coincidenza poi dell’uscita dello spot con la ricorrenza della tragedia di Rigopiano lascia esterrefatti se involontaria, disgustati se premeditata.

Infine, una delle criticità che spesso il Soccorso Alpino denuncia sono le chiamate immotivate o improprie. Proprio come quella “felicemente” proposta dalla pubblicità.

Ma chi è il genio che ha inventato questa “cosa”?

 

Per chi non avesse ascoltato lo spot in radio:

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9 Comments

  1. …farà indignare chi l’ha scritto l’articolo.. e la levissima…. e la mucca elevetica che scia…. e l’arrampicatore in giacca e cravatta sul vs. sito?

  2. io la trovo una pubblicità come altre mille. nulla di che. nulla di scandaloso. la malizia sta negli occhi di chi guarda, e se cominciaste a guardare meglio anche voi, giornalisti o arrivisti, sarebbe meglio.

  3. Ma per favore, che razza di permalosità esagerata, quanto vittimismo! Il tema dello spot gioca esplicitamente sul fatto che la richiesta stessa sia alquanto assurda e inopportuna, i toni delle voci poi non denotano affatto un momento di estrema gravità, fate caso anche a come finisce lo spot.. Mettere in dubbio la possibilità di rimanere piantati con l’auto o vuol dire o non essersi mai adentrati in percorsi innevati non battuti o non aver mai assistito agli effetti di una copiosissima nevicata. E già questo dovrebbe far calare il silenzio. Ma il fatto che ci si possa trovare con l’auto in un rifugio lo trovate tanto strano eh? Andatelo a dire ai gestori dei 774 rifugi italiani e poi sentitevi le risate. Polverone per niente.

  4. Caro Agostino
    Potrebbero indignarsi gli antichi soccorritori che senza divisa portavano a valle morti e feriti su una scala a pioli e venivano ricompensati con una bevuta all’osteria.
    I moderni soccorritori con l’adesivo anche sulle mutande e attrezzati di: motoslitte, quad, pick-up, SUV, camper, elicotteri e sottomarini non si indignano di sicuro.
    E’ una vecchia storia: PACUNIA NON OLET! e la pubblicità in questione di sicuro non è stata AGGRATIS

  5. Migliaia di barzellette sui Carabinieri ma sul soccorso alpino non si scherza…. cari montanari prendetevi meno sul serio.

    1. Ma cosa stai dicendo ? Nessuna mancanza di rispetto . Semmai é l’ennesima conferma di quanto i piedistalli siano un’abitudine di questo paese.

  6. Nel mio giro di compagnoni che si ritrovano a scarpinare la battuta “…E io?” è diventato il tormentone nelle nostre salite. E, ovviamente c’è la risposta corale politicamente scorretta!
    Come già scritto da altri, lo spot non lede né sminuisce minimamente il CNSAS, se mai mette in evidenza e sputtana la categoria di imbecilli che va in montagna senza preparazione. 🙂

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