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A parte gli scherzi, ecco la storia di George Mallory e Andrew Irvine sull’Everest

Per chi, con il simpatico scherzo di Desnivel, si è incuriosito circa la storia di George Mallory e Andrew Irvine consigliamo la lettura dell’agile e chiara ricostruzione fatta da Mauro Brusa pubblicata su “Monti e Valli”, periodico del CAI di Torino, che ringraziamo. 

 

«Perché sei lì?» I misteri di George Mallory e Andrew Irvine

di Mauro Brusa

«It is clear that the stake [the mountaineer] risks to lose is a great one with him: it is a matter of life and death…. To win the game he has first to reach the mountain’s summit – but, further, he has to descend in safety. The more difficult the way and the more numerous the dangers, the greater is his victory». George L. Mallory, 1924

Periodicamente i fantasmi di George Mallory e Andrew Irvine, periti nel 1924 durante il tentativo di  raggiungere la vetta dell’Everest, riaccendono il mai sopito dibattito sull’effettivo primato della conquista, riesploso con vigore nel 1999 a seguito del ritrovamento del corpo di Mallory e successivamente riattizzato dalla presunta individuazione, a 8425 m, di quello di Irvine nel 2010 ad opera dello storico americano Tom Holzel, che è giunto a tale conclusione esaminando foto aeree elaborate con una sofisticata tecnologia  informatica. Egli afferma di avere riconosciuto una figura umana di circa 1,80 m di statura compatibile con la corporatura di Irvine. Ad oggi nessuna nuova spedizione è ancora stata organizzata per la ricerca.
Non che adesso vi siano novità, ma l’argomento è interessante e non si contano i libri ed i siti Internet che trattano il tema esponendo teorie disparate e, talvolta, contrastanti.
Illazioni e ipotesi suggestive, talune invero anche stravaganti, nulla tolgono al primato di Hillary e Tenzing: furono i primi salitori dal versante Sudest.

Allora vediamo, con gli strumenti della logica e servendoci di fonti il più possibile di prima mano, di fare un po’ di chiarezza senza alcuna pretesa di esporre la verità rivelata: poi ogni alpinista, in quanto tale, continuerà a nutrirsi di sogni e suggestioni, specie se alimentate dal mito e dalla simpatia che da sempre accompagnano gli eroi sfortunati.

Continua a leggere l’articolo sul sito del CAI di Torino: «Perché sei lì?» I misteri di George Mallory e Andrew Irvine

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