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Alpinismo, Primo Piano

Regali alpinistici di Natale

La gran sorpresa annunciata come l’avventura alpinistica invernale più fredda della storia sarà il Pik Pobeda, 3003 metri, nel cuore della regione del Chersky Range. Mai nessuno l’ha scalata in inverno. Autori: Simone Moro, gran campione mondiale dell’alpinismo invernale d’alta quota, e Tamara Lunger, sportiva determinata e appassionata, che questa volta in cima ci arriverà per certo.
Freddo lo farà di sicuro e l’appassionante avventura di portarsi, subito dopo Natale, in luoghi remoti per passare qualche settimana selvaggia, consentirà ai nostri eroi di raccontarci poi la loro storia. Evviva.

Al K2 i portatori pakistani, nonostante le nevicate di queste ultime settimane in Baltistan, hanno risalito il Baltoro e raggiunto i 5000 metri del campo base iniziando a installarlo, facendolo bello e accogliente. Condizione assolutamente necessaria perché Krzysztof Wielicki e i suoi prodi polacchi, passato il Natale in famiglia, possano poi incamminarsi rapidamente a loro volta verso la loro montagna ed avere una buona chance di realizzarne la prima invernale. Intanto si allenano a più non posso. Sono loro i predestinati dalla tradizione e non possono certo venir meno alle aspettative. Anche loro scriveranno e racconteranno le loro storie di freddo, vento ed alta quota per tutti noi.

Mentre la Catalogna si ripete, nel senso che rivota gli indipendentisti incarcerarti dal governo spagnolo, il basco Alex Txikon lascia la turbolenta, politicamente, terra iberica e se ne va all’Everest per il secondo tentativo invernale. Ci va per realizzare la prima invernale senza ossigeno (sulla questione della prima un signore che di nome fa Urubko, che sarà al K2 con Wielicki e che è stato compagno di invernali di Moro, ha detto che secondo lui non è vero che è la prima perché il nepalese Ang Rita nel 1987 lo ha già fatto). Con lui Ali Sadpara, fortissimo pakistano che con Alex aveva salito il Nanga Parbat. Di sicuro anche all’Everest farà molto, molto freddo e loro racconteranno e scriveranno e filmeranno per la nostra curiosità di appassionati d’alpinismo.

Ma a proposito del Nanga, ecco di nuovo un’altra coppia appassionata. Tomek Mackiewicz ed Elisabeth Revol tornano sul Nanga Parbat, caparbiamente, per salire la via tracciata da Messner ed Eisendle e mai salita, nemmeno d’estate. Moro non aveva detto che era andato con Txikon perché la Messner era troppo pericolosa? A loro non gliene frega proprio niente. Gli brucia dentro un fuoco talmente violento che se non stanno attenti scioglieranno i ghiacciai. Lei è proprio brava e determinata, lui non si sa bene cosa sia, ma di certo è forte come un toro e sufficientemente matto da tornare sulla sua montagna per la prima invernale. La sua. Quella degli altri, due anni fa, per lui non conta nulla. Storia d’altri tempi.

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