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Gemelli Dematteis, campioni da record nella corsa in montagna

Arrivano da un piccolo paese della Val Varaita, nel basso Piemonte. Uno di quei posti dove sta ritornando la vita tra le montagne, dove le statistiche dicono che la popolazione è in crescita. Parliamo di Rore di Sampeyre. Una frazione dalle strade strette e dai muri spessi per sopportare meglio i freddi inverni. Case tra cui può ancora capitare di vedere qualche ragazzo divertirsi a correre da una parte all’altra del paese, come facevano da piccoli i gemelli Dematteis. “Ci divertivamo un mondo a correre tra le vie di questo borgo con i nostri amici” raccontano. “Ci divertivamo esattamente come ci divertiamo oggi. Ed è forse per questo che abbiamo iniziato a correre e gareggiare insieme”.

Classe 1986 Martin e Bernard continuano a correre con lo stesso entusiasmo e lo stesso stupore che avevano da ragazzini. Nonostante i titoli vinti, la maglia azzurra che indossano in nazionale e i vari record detenuti dai due giovani “rimaniamo comunque due ragazzi semplici, innamorati della vita e delle nostre montagne”, le Alpi Cozie. E in particolare del Monviso che, con i suoi 3841 metri, è stata la cima all’ombra della quale son cresciuti i due fratelli. “Abbiamo sempre considerato il Monviso la ‘nostra’ montagna, ma dallo scorso 8 settembre è diventata la montagna del nostro cuore” raccontano ancora tornando con la mente a quella “giornata perfetta, con emozioni incredibili che ci porteremo dentro per tutta la vita”.

Un giorno importante, l’8 settembre, perché, per i gemelli, è stato il giorno del terno all’otto. Il dì in cui si sarebbe deciso se tutto l’impegno messo in un sogno coltivato per anni avrebbe trovato la sua realizzazione.

Obiettivo della giornata era tentare di battere il record di ascesa al Monviso lungo la via normale, con partenza dai 2020 metri di Pian del Re, detenuto da Dario Viale, il precursore dello skyrace e detentore per trent’anni del record di ascesa al Monviso con 1h48’54’’. Un tempo difficile da battere, ci hanno confermato i gemelli che hanno più volte definito quella di Viale, “una prestazione incredibile” che gli ha richiesto una “preparazione impegnativa. Nel mese di agosto abbiamo fatto più e più corse da Pian del Re verso la vetta per cercare di conoscere ogni metro del sentiero, ma soprattutto per imparare tutti i passaggi in parete”. Giornate intense, seguite poi da un’ultima fase di acclimatazione al rifugio Sella, dove “i gestori, la famiglia Tranchero, ci hanno trattati come figli”.

Tempo e sforzi poi ripagati da una prestazione che va oltre lo straordinario con il record di Viale polverizzato da Bernard che ha raggiunto la vetta in 1h40’47’’ mentre il fratello Martin è arrivato qualche minuto dopo, ma poco importa perché per tutti questo è il record dei “gemelli Dematteis” ed è così anche per gli stessi fratelli che non risentono affatto della condivisa popolarità, anzi. “Noi abbiamo un profondo legame che non viene influenzato da nulla. Siamo gemelli e ci vogliamo un gran bene. Ogni tanto litighiamo, come tutti i fratelli, ma troviamo sempre una quadra e il fatto di poter condividere i successi e le emozioni è una cosa bellissima.

Ora che il record è fatto? “Vorremmo tornare ad allenarci e a correre forte, perché in questi ultimi mesi abbiamo staccato un po’ la spina per rigenerarci sia fisicamente che mentalmente” raccontano. “Ci piacerebbe tornare a correre bene la stagione invernale delle corse campestri e poi forse, per Martin, una maratona in primavera. Per entrambi però ci sarà in estate la corsa in montagna con i campionati europei (a luglio, in Macedonia nda)  e i campionati del mondo a settembre ad Andorra. Ce la metteremo tutta per qualificarci e per dire la nostra”.

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