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Cronaca, Primo Piano

Lombardia: oltre 100mila euro il costo degli interventi nel weekend. 780 euro il ticket per gli imprudenti

Foto @ CNSAS Lombardia

12 le persone soccorse tra sabato notte e domenica, di questi 2 gli incidenti fatali, per lo più a causa di giaccio e neve. 6 gli elicotteri impegnati giunti anche dal Trentino per far fronte alla mole di chiamate.

La spesa totale, approssimata per difetto, di questo weekend è di oltre centomila euro, secondo il calcolo effettuato da L’Eco di Bergamo (in edicola il 18 dicembre), considerando che il costo, comprensivo di carburante e personale, ammonta a 11.660 euro per ogni ora.

In Lombardia in caso di imprudenza, il ticket può arrivare ad un massimo di 780 euro (546 per i residenti in regione), ben lontano dalla cifra effettivamente spesa per l’intervento. Sono inclusi nell’imprudenza, per esempio, l’aver affrontato l’escursione senza attrezzatura necessaria, come i ramponi.

Il tariffario lombardo per gli interventi immotivati, come riportato da Valseriananews, è il seguente: per un mezzo di soccorso di base (ambulanza con soccorritori certificati di cui un autista) la compartecipazione è di 56 euro all’ora; per un mezzo di soccorso intermedio (ambulanza con infermiere e autista-soccorritori certificati) 70 euro e per uno di soccorso avanzato (ambulanza con autista-soccorritore certificato, medico e infermiere) 115 euro all’ora. La quota oraria di compartecipazione a carico dell’utente viene parametrata in base ai minuti di effettivo impegno della risorsa. La quota massima esigibile dall’utente è di 780 euro per evento.

Dire che tutti gli interventi dello scorso weekend siano stati dovuti all’imperizia sarebbe terribilmente falso (proprio uno degli incidenti più gravi, a Schilpario, ha provocato la morte di Bruno Lorenzi, escursionista esperto ed istruttore di scialpinismo, che era ben equipaggiato con piccozza e ramponi), ma sarebbe altrettanto ingenuo ignorare il fenomeno, che sventuratamente si ripete ogni anno, malgrado gli appelli alla prudenza.

“Ho saputo che uno degli alpinisti soccorsi in quota aveva, nello zaino, solamente una maglietta di ricambio a maniche corte e una bottiglietta d’acqua. Ecco, neppure d’estate si può andare in montagna in queste condizioni. È così che quello che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato un weekend davvero infernale” ha dichiarato a L’Eco di Bergamo Angelo Giupponi, direttore della Aat 118 di Bergamo, l’articolazione aziendale territoriale dell’Areu, l’azienda regionale per l’emergenza urgenza.

“Sono stati due giorni difficilissimi perché troppa gente affronta i rischi della montagna prendendoli sottogamba: a Cima Venturosa, i quattro che abbiamo aiutato erano saliti su una montagna di fatto ghiacciata solo con gli scarponi ai piedi, senza ramponi e senza picozze – ha raccontato Giupponi al quotidiano orobico, aggiungendo: – Delle sette persone che io ho caricato in elicottero, solo due avevano attrezzatura adeguata”.

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