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L’Etna scatena una nuova polemica tra Guide Alpine e Guide Ambientali

Foto @ Guide Alpine

Nuova polemica tra Guide Alpine e Associazione italiana Guide Ambientali Escursionistiche, questa volta oggetto del contendere è l’Etna, che è stato recentemente, con decreto legge siciliano del 20 ottobre 2017, diviso in due zone entro le quali l’accompagnamento è suddiviso tra le due professioni. 

Di seguito la spiegazione del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane sul provvedimento (qui invece l’intervento della Commissione Abusivismo CONAGAI).

Per leggere il comunicato con la posizione dell’AIGAE, qui.  

 

Due grandi aree concentriche: una rossa, al di sopra all’incirca dei 1900 metri in cui si trovano tutti i percorsi più impervi, e una bianca al di sotto di quella quota, che comprende tutti i sentieri natura del Parco dell’Etna, i Crateri Silvestri Superiori e i Monti Calcarazzi, sebbene situati a quota superiore. Sono queste le fasce stabilite dalla recente zonazione dell’Etna. Il provvedimento, reso ufficiale da decreto legge regionale del 20 ottobre scorso, stabilisce che nella zona alta siano abilitati all’accompagnamento professionale dei turisti solo Guide alpine e Guide Vulcanologiche. Al di sotto operano invece anche le Guide di Media Montagna, istituite in Sicilia da legge regionale del 2016, la cui legittimità è tuttavia sospesa per un ricorso giurisdizionale dinanzi al TAR di Palermo.

L’ambiente montano comporta pericoli ineliminabili che solo con una buona gestione del rischio possono essere ridotti drasticamente. L’Etna è poi vulcano attivo – il più alto d’Europa – e pertanto sono indispensabili anche elevate conoscenze dei fenomeni vulcanici e dei rischi che ne derivano, ed altrettanto elevate capacità di valutazione e mitigazione di questi rischi. Conoscenze che ha solo un professionista adeguatamente preparato. Per questo l’accompagnamento montano è riservato al professionista – Guida alpina, vulcanologica e Accompagnatore di media Montagna – formato dal Collegio nazionale delle Guide Alpine Italiane, che garantisce standard formativi di livello internazionale.

Da queste considerazioni nasce la legge regionale siciliana 27 del 2017 che ratifica la Zonazione delle aree perimetrali del comprensoriodell’Etna realizzata dalle Guide Alpine al pari di altre zonazioni, come quella dello Stromboli (il cui accesso è regolamentato da ordinanza prefettizia), di Vulcano e in Campania del Vesuvio e dei Campi Flegrei.

La zonazione dell’Etna, diciamolo subito, non proibisce gite di amici o di gruppi amatoriali, ma si rivolge solo alle realtà professionali. La legge regionale stabilisce che nella fascia alta possano accompagnare professionalmente solo Guide alpine e Guide vulcanologiche. Nella fascia inferiore invece, possono accompagnare non solo le Guide alpine e vulcanologiche, ma anche le Guide di Media Montagna.

L’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia infatti, nel 2016, per fare chiarezza nel settore dell’accompagnamento pedemontano dove vige una caotica anarchia (svariati gruppi di pseudo-guide appartenenti a vari cartelli), ha abrogato con un decreto la figura di Guida Ambientale escursionista(GAE) e ha istituito la Guida di media Montagna (GMM). Più precisamente: la legge numero 3 del 17 marzo 2016, all’articolo 67 (punto b) abrogava l’articolo 6 della legge regionale n. 8 del 3 maggio 2004 che istituiva l’albo professionale regionale GAE.

Il Collegio della Regione Sicilia in seguito a vari confronti con l’Assessorato al Turismo è diventato parte attiva nella formazione delle Guide di Media Montagna.

“La zonazione dell’Etna è un provvedimento benvenuto – spiega Biagio Ragonese, presidente del Collegio Guide alpine della Sicilia -, perché arriva a fare chiarezza in un settore, quello dell’accompagnamento turistico in montagna, che è oggettivamente confuso per chi ci si affaccia. E la confusione va a discapito del turista che finisce con mettersi nelle mani di gente impreparata o improvvisata, situazione inaccettabile per l’Etna vulcano attivo di 3350 metri che è patrimonio dell’Unesco”.

La Guida Vulcanologica è un professionista altamente specializzato, un’eccellenza tutta italiana. Nel 2016 il raduno internazionale delle guide appartenenti all’UIAGM (Unione Internazionale delle Guide di Alta Montagna) si è tenuto sull’Etna ed il tema principale trattato è stato “L’avvicinamento in aree vulcaniche attive”, i relatori sono stati Guide alpine e Vulcanologiche del Collegio siciliano che hanno illustrato i rischi connessi all’attività vulcanica e le diverse modalità di approccio alle svariate fenomenologie eruttive.

Al di là della specifica realtà dell’Etna, i provvedimenti legislativi che ratificano le Zonazioni sono atti dovuti che le Regioni italiane, specie quelle ove sia presente un Collegio professionale delle Guide Alpine, hanno in onere dal 1989. La legge 2 gennaio 1989 n°6, infatti, prevede che vengano definite le aree relative alla riserva esclusiva di esercizio della professione, per le figure professionali comprese nella legge stessa (non solo le Guide Alpine, ma anche gli Accompagnatori di media Montagna e le Guide Vulcanologiche). Le Guide Vulcanologiche aspettavano appunto da 27 anni che venisse definita la loro area di esercizio di professione. Una riserva necessaria esclusivamente alla tutela del turista.

Ne deriva che altre figure che agiscono da professionisti (e quindi sotto remunerazione) ma non inserite nell’elenco della legge 6/89, e quindi non formate e non accreditate in rispetto alle normative sulla “Tutela della sicurezza e salute pubblica”, non possano lamentarsi della zonazione, in quanto se esercitano in ambiti riservati, risultano abusive e l’abuso di professione è un reato penale. La Zonazione dell’Etna quindi, non comporterà posti di lavoro in meno, bensì maggiori garanzie per il turista di affidarsi al professionista giusto, ora più facilmente riconoscibile.

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2 Comments

  1. Il collegio guide alpine italiane sbatterà il muso molto duro con questo spudorato e ostinato sostegno al collegio guide Sicilia.
    Chi lo ha scritto o non conosce la realtà siciliana oppure è in grande malafede. L’articolo rappresenta una serie di falsità e va ristabilita un po di verità su questa storia. Partiamo dalla base:

    A – Collegio GUIDE ALPINE SICILIA. Ci si chiede: per spiattellare cotanta professionalità da elevarsi sopra tutti e sputare sul resto del mondo escursionistico devono essere un gruppo che avrà fatto i salti mortali per guadagnarsi la patacca. Ma non è proprio cosi… anzi affatto…perché non dire che in quella regione a TUTTE le guide alpine il blasonatissimo titolo gli è stato REGALATO con una SANATORIA, senza aver frequentato i 3 anni di corso previsti? Quindi oltre camminare queste persone sanno fare cosa??? Se esiste il collegio, perché non organizzare corsi di formazione? forse paura di formare guide alpine vere?
    B – UNA ECCELLENZA TUTTA ITALIANA. Praticamente le guide vulcanologiche sono le uniche figure ad essersi formate cogli standard previsti…
    Ma anche su questi “professionisti altamente specializzati” c’e’ qualche macchietta…durante il corso 2016 non sono MAI salite sui crateri sommitali… L’unico posto che non doveva mancare, lo hanno evitato. Come se le guide alpine della VdA non salissero mai sul Monte Bianco durante i loro corsi… Quindi altamente specializzate in cosa??? LA COERENZA E’ IMPORTANTE…
    C – CASTA. Si dica pure che in 27 anni sono stati fatti solo due corsi per guide vulcanologiche. Uno nel 2001 e uno nel 2016. Eppure dovrebbero essere fatti almeno ogni 3/4 anni…nel frattempo il collegio sicilia cosa pensava sarebbe accaduto alle quote più basse (delle quali fino ad oggi non gliene è fottuto nulla!?) Che il mondo del turismo escursionistico stava a guardare loro che si mangiavano tutta la torta??? ASSURDO!
    D – LA SICUREZZA (DEL LORO PORTAFOGLIO) E’ IMPORTANTE. Michelazzi e co. dicano che la zonizzazione è un’azione unicamente per riservare ancor di più alle guide vulcanologiche il “loro” vulcano. C’è anche scritto sulla mappa “AREA RISERVATA GA E GV”. Insomma Ragioni di sicurezza un piffero…
    E – LE VITTIME ACCOMPAGNATE. Si dica piuttosto che gli incidenti più importanti da 30 anni a questa parte hanno visto coinvolti gruppi accompagnati da guide alpine e vulcanologiche dell’Etna. 9 morti nel 1979 sulla Bocca nuova e altrettanti feriti lo scorso Marzo 2017 in prossimità della colata lavica dove i testimoni raccontano che ad accompagnare i turisti, senza caschi, sulla neve vi fossero anche guide vulcanologiche che sulla neve non potevano esercitare…
    F – GV E AMM TITOLI EQUIPOLLENTI – Si dica pure che la mancanza di accompagnatori di media montagna è diretta responsabilità del collegio guide siciliane (eh si, sempre loro!) che questa figura non l’hanno mai voluta perchè sanno bene (ma non lo dicono) che l’AMM e Guida vulcanologica hanno IDENTICI PIATTAFORMA FORMATIVA…quindi sono professionisti equipollenti…e che non sia indispensabile il modulo di vulcanologia lo dimostra il fatto che le guide alpine (ke cmq non hanno studiato vulcanologia) possono salire senza limiti anche sui vulcani.
    G – Come GUIDE DI MEDIA MONTAGNA – Ma cosa diavolo sono??? Perchè non chiamarle AMM come previsto??? Che CxxZo di differenza c’era? Forse in base al punto precedente le guide alpine temevano una equiparazione dei titoli e hanno deciso di creare una figura ibrida apposta per poterlo gestire a loro convenienza?!? DIABOLICI!
    Potrei continuare fino alla Z, ma ho già scritto abbastanza…

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