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Le tecnologie dell’antiterrorismo per cercare le persone travolte da valanga

Alcune tecnologie utilizzate dalle forze dell’ordine per indagini di antiterrorismo o mafia verranno utilizzate anche dai soccorritori in montagna per recuperare persone disperse o travolte da valanghe grazie ad un accordo tra la Guardia di Finanza del Piemonte ed il Soccorso alpino piemontese per una condivisione delle tecnologie.

“Con la firma di questo protocollo potremo mettere in campo i nostri mezzi e le tecnologie più avanzate per il soccorso delle persone – ha spiegato il generale Giuseppe Grassi, – Ad esempio il sistema per identificare l’attivazione di telefoni cellulari, impiegato nell’ambito dell’antiterrorismo. In caso di persone disperse in montagna o sepolte dalla neve può essere molto utile”.

Il capo del soccorso piemontese Giaj Arcota ha spiegato: “Ho potuto vedere l’uso di questa tecnologia durante la nostra attività nel gennaio scorso all’hotel di Rigopiano. Sarebbe davvero importante. Il protocollo che abbiamo firmato oggi formalizza una collaborazione che esiste da diversi anni tra noi e i finanzieri che si occupano di soccorso alpino e che sono dei professionisti eccezionali”.

Il protocollo d’intesa, oltre a incrementare la collaborazione, si pone l’obiettivo di integrare le competenze specifiche dei due corpi. Mentre i componenti del CNSAS piemontese sono specializzati nel soccorso sanitario in ambiente impervio, sono cioè in grado di stabilizzare e trattare ogni sorta di infortunio in montagna, gli appartenenti al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza rivestono anche la qualifica di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, che li rende interlocutori qualificati dell’Autorità Giudiziaria, nei casi in cui sia necessario verificare la sussistenza di responsabilità penali in occasione di sciagure in montagna o elevare verbali, per violazioni afferenti alle norme poste a presidio della sicurezza degli utenti della montagna.

 

 
Fonte @la Repubblica / CNSAS Piemonte
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