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Alpinismo, Convegni

Siegrist, intervista al custode dell’Eiger

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BRESSANONE, Bolzano — "Se vedo una bella montagna ne sono attratto, non importa dove si trovi, voglio solo andare a scalarla. Ognuna ha la sua bellezza. Può essere l’Eiger in Svizzera, dove ho passato momenti fantastici in parete, scalando leggero e veloce, o posti come l’Antartide, dove vedi splendidi paesaggi". Intervista a 360 gradi a Stephan Siegrist, l’alpinista di Interlaken considerato il "custode" dell’Eiger che ha scalato 26 volte, aprendo diverse vie nuove.

Lineamenti spigolosi, sguardo secco e fermo, ma che si scioglie alla prima domanda in un sorriso simpatico. Stephan Siegrist, nato a Meikirch nel 1972, guida alpina e residente ad Interlaken, è uno degli alpinisti svizzeri più forti che ci siano in circolazione. Lo abbiamo incontrato all’International Mountain Summit di Bressanone e abbiamo parlato del suo alpinismo, di scalate passate e di quelle future.

Siegrist infatti, è autore di numerose ascensioni sulle Alpi bernesi di casa, come in Patagonia e in Himalaya. Ma sicuramente la montagna che consoce meglio è l’Eiger, di cui viene chiamato il "custode". L’ha salito infatti, 26 volte, di cui una alla maniera degli scalatori del 1938 (nel 2002 insieme a Michal Pitelka, seguito dal vivo da una trasmissione della TV svizzera). Ha scalato numerose volte la parete nord con Ueli Steck, con il quale ha completato una delle scalate più veloci in cordata, impiegando nove ore e battendo di un’ora il record registrato trent’anni prima da Reinhold Messner e Peter Habeler.

Sempre con Steck poi, Siegrist ha compiuto nel 2008 la prima ascensione di "Pacienca" (8a), la via di arrampicata sportiva più difficile sulla parete nord dell’Eiger. E nel 2009, dopo aver firmato la prima salita in libera di "Magic Mushroom", si è lanciato in base jump.

Ma nel ricchissimo curriculum di Siegrist non spiccano solo scalate d’eccellenza sulle montagne di casa, ma anche in Antartide, Himalaya e Patagonia, dove nel 1999 ha salito in invernale la parete ovest del Cerro Torre. Tante le vie nuove aperte, tanti i film girati in parete, come l’ultimo "Lightning Strike", sull’Arwa Tower.

Ecco cosa ci ha raccontato di sé.

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Valentina d’Angella

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