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Giro d’Italia 2018: a decidere sarà la montagna

Foto @ Giro d’Italia 2018 Facebook Page

Si partirà da Gerusalemme il 4 maggio e si arriverà a Roma il 27, ma sarà la montagna ad essere decisiva nell’edizione 2018 del Giro d’Italia. 21 le tappe, per un totale di 3546,2 km pedalati.

Primo vero e proprio ostacolo sarà la sesta tappa, 10 maggio, con l’arrivo in cima all’Etna, attraverso parchi e colate laviche fino all’Osservatorio Astrofisico a circa 3 km prima del Rifugio Sapienza. Dalla Sicilia i corridori inizieranno la risalita della penisola.

Durante la decima tappa, dopo la scalata infinita al Gran Sasso (9 tappa, 13 maggio), i corridori attraverseranno gli Appennini centrali, transitando per Farindola e poco dopo accanto ai resti dell’Hotel Rigopiano, per ricordare le vittime della tragica valanga. Il giorno dopo un altro omaggio passando per Filottrano, la città natale di Michele Scarponi, corridore investito lo scorso 22 aprile durante un allenamento (pendenze fino al 13-14%, tre i GPM).

Si dovrà attendere poi fino al 19 maggio (tappa 14) per vedere i ciclisti tornare a salire grazie al primo tappone alpino del Giro. In 181 km si scalano 5 GPM per circa 4400 m di dislivello: Monte di Ragogna, Passo Duron, Sella Valcalda e Monte Zoncolan (prima parte pendenze fino al 22%) senza un metro di pianura. Pendenza media: 11,9%.

20 maggio tappa dolomitica non durissima, ma di certo non facile. Due le salite inedite: Passo Sant’Antonio e Costalissoio, con la quasi totalità dei km sempre sopra il 10%. Finale in leggera discesa.

Dopo la crono di martedì 22, si torna a salire con la tappa 18, 24 maggio, che, nonostante in prevalenza pianeggiante attraverso la Pianura Padana, si conclude con la salita “secca” di Pratonevoso. Nulla però a che vedere con quello che attende i corridori il giorno seguente con la tappa 19: la cima Coppi. Il primo tappone delle Alpi occidentali presenta 4 GPM tutti con salite lunghe e impegnative: dopo il Colle del Lys, si affronta il Colle delle Finestre (Cima Coppi, 2178 m – non altissima rispetto al passato) con i sui 9 km sterrati. L’arrivo è in cima allo Jaffreau dopo 7 km di salita al 9%.

Ultimo transito in montagna con la penultima tappa, il 26 maggio, con 3 GPM che si divideranno i 4500 metri di dislivello previsti nella giornata: entrati in Valle d’Aosta si affronta l’inedito Col Tsecore con i sui 3 km oltre il 12% nell’ultima parte e dopo una discesa veloce si affrontano St. Pantaléon e Cervinia senza un metro di respiro.

Da Cervinia, all’ombra della magnificenza della Gran Becca, i ciclisti voleranno domenica 27 maggio a Roma, con la passerella per i velocisti: un circuito di 11.8 km da ripetere 10 volte nel centro della Città Eterna.

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