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Ambiente, Primo Piano

UIAA e ambiente: per provare davvero a fare la differenza

Foto @ uiaa.com

Avevamo riportato lo scorso 31 ottobre la notizia circa un progetto per la predisposizione di un impianto biogas al campo base dell’Everest per risolvere il problema dei rifugi organici. Il “Mount Everest Biogas Project” è stato il vincitore dell’UIAA MPA-Mountain Protection Award 2017. 

In proposito aveva scritto anche Maurizio Gallo, da anni impegnato su questo fronte non all’Everest, ma in Karakorum. In quell’occasione (potete rileggere l’articolo qui), Gallo aveva sollevato alcune domande all’UIAA, che hanno ricevuto risposta in commento di Gloria Scarano, coordinatrice dei progetti di sostenibilità dell’UIAA, che ringraziamo e che vi riproponiamo qui sotto per completezza del dibattito. 

 

Grazie per aver sollevato la questione e parlato di problemi così importanti e urgenti, signor Gallo. Anche l’UIAA, e in primis la sua commissione Protezione della Montagna, ha le stesse preoccupazioni in merito alla piaga dei rifiuti umani e del turismo di massa.

Come sa, l’UIAA è una federazione internazionale, dunque composta da federazioni nazionali, alle quali si appoggia anche per collaborare con governi e organizzazioni turistiche a livello locale per provare davvero a fare la differenza. Proprio con il CAI la scorsa estate sono stati organizzati ben tre eventi per ripulire delle aree di tre diverse regioni italiane nell’ambito del progetto “Respect the Mountains”.

Oltre all’Italia, siamo stati in altri 7 Paesi, attirando più di 800 volontari e raccogliendo quasi 3 tonnellate di immondizia lasciata nei boschi e sui sentieri. Certo, non abbiamo cambiato il mondo, ma abbiamo cominciato a contribuire all’educazione delle persone in merito al tema del rispetto per l’ambiente montano. Come la Croce Rossa Internazionale, che nonostante gli sforzi si trova ad avere a che fare con epidemie e addirittura pandemie, anche noi siamo consapevoli dei problemi che affliggono le montagne e le loro comunità.

L’UIAA e la commissione incaricata infatti non hanno mai smesso di sottolineare i problemi correlati al turismo di massa (si veda l’articolo di settembre sugli effetti del dello stesso sul Kilimanjaro: http://www.theuiaa.org/mountaineering/challenges-facing-kilimanjaro/) e di cercare di dare voce a tutti quelli che lottano contro gli stessi problemi. Se quindi è a conoscenza di iniziative che mirano a sensibilizzare e cercare di risolvere le questioni che ha sollevato, la prego di informarci e l’UIAA sarà lieta di dare il suo appoggio. Ad esempio dal 2013 esiste la piattaforma Mountain Protection Award che proprio nell’edizione di quest’anno ha premiato l’organizzazione di volontari che si adopera affinché i rifiuti sull’Everest vengano trasformati in gas (c’è anche il vostro articolo sul tema, a cui si rimanda nelle prime righe). MPA è una piattaforma che permette a chi è attivo nell’ambito della protezione ambientale di avere una vetrina internazionale e soprattutto di poter creare un network e mantenerlo. I vincitori delle scorse edizioni hanno già sottolineato come il premio MPA abbia permesso ai loro progetti di svilupparsi e di attirare altri investimenti.

In merito al Nepal, esiste da anni un progetto in collaborazione con Ang Tshering Sherpa e il governo nepalese, nel quale cerchiamo di ridurre gli impatti ambientali e allo stesso tempo di promuovere un turismo sostenibile sulle altre vette himalayane meno conosciute. Il CAI ha partecipato attivamente alla sua realizzazione.

Per saperne di più su tutti i progetti dell’UIAA in termini di sostenibilità ambientale la invitiamo a visionare il nostro sito: http://www.theuiaa.org/the-uiaa-mountain-sustainability/.

A proposito di rifiuti, clima e turismo, l’UIAA è membro attivo delle Nazioni Unite tanto nell’ambito della convenzione quadro sui cambiamenti climatici quanto del Programma di Turismo Sostenibile 10YFP, entrambi organismi nati per risolvere i problemi di cui si parla anche nel suo interessante articolo.

Ad ogni modo, la Commissione Protezione della Montagna e l’UIAA sono aperte a qualsiasi idea e suggerimento in merito ad azioni concrete da intraprendere, che ci sia la possibilità o di avviarle o di appoggiarle, quindi la preghiamo di mettersi in contatto con noi perché saremmo felici di sentire le sue idee riguardo a possibili progressi per le comunità montane e per gli alpinisti.

Grazie e, speriamo, a presto.

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