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Il Canto del Gallo – Ski fitness: lo sci alpinismo è un’altra cosa!

Foto @ Manfred Scheuermann

Si legge sul sito di Monterosaski: “L’obiettivo di una lenta e incessante ascesa sugli sci è la conquista di una vetta solitaria.
Lo sci alpinismo conduce proprio su quelle cime che, normalmente, d’estate vengono solo fiancheggiate.
Da lassù lo sguardo spazia fra creste montuose estremamente lontane.
Lo sci alpinismo non conquista solo cime, ma anche spazi esclusivi di Natura incontaminata.
Ed è proprio sciando in perfetta solitudine che si raggiunge una completa simbiosi con la Natura“.

Belle parole a cui segue la proposta di uno skipass giornaliero per chi sale con le pelli e scende in pista: la propaganda dei pubblicitari è terrificante. Come quando si usano video di fuoripista stile Canada per promuovere un comprensorio sciistico dove poi il fuoripista è assolutamente vietato.

Ma raggiungere una cima con gli sci in spalla e ramponi ai piedi per poi sciare su pendii di neve reale, non trattata artificialmente, magari farinosa e non tracciata (ma ben venga anche la crosta che obbliga a difficili equilibri) è tutt’altro rispetto al salire su piste attrezzate e soprattutto scendere su una pista battuta!

Chiamiamo le cose con il loro vero nome e significato: una cosa è lo Sci Alpinismo, un’altra è lo “ski fitness”!

Non sono mai riuscito a correre su un tapis roulant, ma mi entusiasma correre nella natura, anche su un argine, meglio su un sentiero: la differenza è totale.

Negli ultimi anni il numero dei praticanti dello ski fitness è cresciuto tantissimo, con anche attrezzi e abbigliamento dedicato, ben vengano anche i percorsi dedicati, ma vi prego chiamiamo le cose con il loro vero nome!

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14 Comments

  1. Poi, metti che gli “ski fitness-issti” vogliamo spingersi un po’ più fuori-pista… ecco che accadono gli incidenti, la montagna diventa assassina, ecc. ecc. ….

  2. Buongiorno, al di là della terminologia più appropriata per definire questo nuovo modo di vivere la montagna (sono comunque d’accordo, lo scialpinismo è ben altro!), la cosa che più di tutte mi lascia perplesso è il fatto che per scendere da una pista ci voglia lo skipass. Per scendere?? Sul sito del Monterosa ne parlano come di una cosa necessaria, prevista per legge.
    Qualcuno sa per favore dare qualche delucidazione in più?
    ciao

  3. Chiamatelo come volete…
    L’importante è che la pratica di salire le piste (soprattutto negli anni di magra di neve naturale) sia regolamentata. E che anche gli ski-fitnessari partecipino alle spese di battitura e innevamento se scelgono di utilizzare le piste. Che sia per salire o scendere poco importa.

  4. Basta stare un metro fuori dalla pista vera e propria dove la neve è piallata dagli sciatori e nessuno può dire nulla…per fare un esempio al limite

  5. e bravi anche voi che publicizzate indirettamente l’alpinista modello del ceo che invita a salire al bianco con giacca e cravatta.. ne avete pubblicata la foto .. per ricavarne commenti…quindi siete in buona compagnia…

  6. A volte quando le condizioni non consentono la pratica dello scialpinismo (perchè si è soli, perchè non c’è neve, ecc.) questa è l’unica maniera per macinare metri di dislivello e tenersi allenati…Quindi ben venga una regolamentazione per non creare disagi e non disturbarsi. Tra l’altro un pò in tutto l’arco alpino ci sono già comprensori con regole ben precise. In Val Senales ad esempio viene interrotta la manutenzione piste un giorno a settimana la sera per far salire gli scialpinisti e non si paga una cippa…Quindi di cosa stiamo parlando?

  7. E continuiamo a chiamare scialpinismo il mondo delle gare in cui supercompetizione e superaffollamento non sono certo nello spirito dell’alpinismo, anche se certi tracciati sono di alto livello sci-alpinistico e frequentati da alpinisti doc

  8. Un tempo, in salita e discesa su piste per sci alpino, si vedevano in allenamento i FONDISTI delle squadre militari, con gli sci leggeri e le scarpette…e che numeri…davano la birra a tanti.Le gare avevano doppia classifica: sci di fondo e sciatori con attacchi da scialpinismo…esempio La Pizolada , trofeo Sabino e Walter all’alpe di Pampeago e…il Mezzalama.

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