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Christof Innerhofer: “Amo la velocità. Non so vedere il limite”

Foto @ christof-innerhofer.com

Si avvicina la stagione invernale e, come gli appassionati rispolverano gli sci, anche gli atleti si affinano con gli ultimi allenamenti pre-stagionali. Ne abbiamo approfittato per intercettare Christof Innerhofer, atleta altoatesino amante della velocità e della mondanità, che tra un allenamento in pista, uno shooting fotografico e un volo per gli USA ha risposto ad alcune domande.

 

 

Quando hai cominciato a sciare?

Diciamo che la prima volta è stata a 3 anni sopra casa, ma non era sciare. Era solo mettere gli sci. Poi, prima di dedicarmi completamente allo sci, ho poi praticato molti altri sport.

Quali?

Ho giocato a tennis, a calcio e a hockey. Ho fatto tutto quello che fa un bambino che non vuole stare fermo. Alla fine però nessuna di queste attività mi ha appassionato come lo sci.

Christof Innenhofes con Valentino Rossi. Foto @ Facebook Page

Come mai?

Lo sci è combinazione tra velocità e pieghe, è dinamismo. Sono stato molto ispirato da questo, infatti la mia seconda passione sono le gare di moto e veder correre Valentino Rossi.

Vai in moto?

No, e non ho mai provato perché per me sarebbe troppo pericoloso. Avrei voglia di correre, non saprei vedere il limite. Già con la bici ho raggiunto i 110kmh e non voglio raccontare altro.

Va bene. Ci parli invece di com’è cambiata la tua vita grazie al mondo dello sci?

Oggi sembra tutto facile. Me ne accorgo spesso osservando il mio nipotino di nove anni a cui compro io sci, tuta da gara e tutto quello di cui ha bisogno. Quando ero piccolo per me le cose erano più complesse. Ricordo ancora i sacrifici per pagare la retta della scuola, l’attrezzatura, l’abbonamento del bus da Brunico a Malles e poi ancora le spese fisse, l’iscrizione allo sci club e gli alberghi quando ero in giro per il mondo. Ricordo tutte le cifre di quegli anni.

Christof Innerrhofen da piccolo. Foto @ christof-innerhofer.com

Che lavoro facevano i tuoi genitori?

Il mio papà era carrozziere mentre mia mamma lavorava, e lavora ancora, in panetteria. Fa il turno di notte, tutti i giorni. Per lei è stata una vita davvero dura. Arrivava a casa la mattina e dormiva durante la giornata, ma alle 12.30 veniva a prendermi in macchina a scuola e mi portava allo sci club. Ha e hanno fatto grandi sacrifici per permettermi di realizzare il mio sogno. Per questo quando, crescendo, ho perso la motivazione i miei sono stati chiari nel dirmi che o prendevo la cosa seriamente o avrei dovuto smettere.

E cos’hai fatto?

Ho iniziato a divertirmi. Aveva da poco aperto una palestra nel mio paese. Ho iniziato a frequentarla e da subito mi sono trovato bene con l’allenatore. Con lui mi divertivo e pian piano anche il mio corpo ha risentito degli effetti di questo allenamento. Mi sono trasformato diventando un atleta e così sono anche migliorato nelle gare.

Che rapporti hai oggi con i tuoi?

Per me loro sono tutto. Purtroppo non ho molto tempo da dedicargli, ma cerco si stargli accanto il più possibile. A loro devo molto. Mio papà mi ha sempre seguito e mi ha sempre portato alle gare, cosa da non sottovalutare perché ricordo che nel mio sci club erano solo due o tre i genitori che seguivano i figli. Oggi stanno bene. Papà non lavora da anni mentre la mamma andrà in pensione dal primo di gennaio.

Parliamo di montagna. Ti senti più montanaro o cittadino?

Montanaro. La montagna è casa mia però mi piace anche la città perché li ho un’altra vita che mi permette di staccare totalmente dallo sci.

Sei un montanaro con un carattere aperto e curioso…

Foto @ christof-innerhofer.com

Sicuramente non sono un altoatesino tipico (risata). Come avete detto sono curioso e mi piace girare e conoscere gente nuova. Diciamo che è una sfumatura del mio carattere che mi facilità quando sono in tv. Certo però quando sei troppo curioso puoi anche dare fastidio perché risulti sempre al centro dell’attenzione. Ad esempio quando sono arrivato in coppa del mondo volevo imparare immediatamente e per farlo mi sono messo a fare domande ai più esperti. Ho chiesto tanto, ero sempre in ricognizione. Sono stati gentili a rispondermi, ma dopo un po’ mi hanno fatto capire che stavo rompendo le scotole.

In montagna vai solo per sciare?

No. Non passa giorno in cui non faccia una camminata con il cane, o prenda la bici per andare al lago. Vicino casa mia ho le Tre Cime, il lago di Braies e molte cascate. Amo profondamente il mio territorio. Qui mi diverto e mi riposo stando in mezzo alla natura. Quando sto nel bosco mi diverto anche a cercare i funghi, è una tradizione di famiglia.

Cosa pensi dei cambiamenti climatici? Pensi che la montagna ne risentirà?

Di sicuro il clima sta mutando ed è sempre più estremo. Dove abito io per fortuna l’inverno esiste ancora e negli ultimi anni la neve è caduta abbondante. Per quelli che si stanno domandando come sia possibile basti sapere che vivo in valle  Aurina. La valle più a nord d’Italia che subisce l’influsso del clima austriaco. Questa però non è una motivazione per continuare lungo la stessa direzione. Bisogna cambiare atteggiamento nei confronti della natura.

Cosa pensi invece della neve artificiale?

Christof Innenhofes. Foto @ Facebook Page

Per noi è ottima perché ha un miglior grip di quella naturale. Esistono però delle soluzioni alternative come ad esempio la copertura primaverile della neve con i teli. Lì sotto si conserva con una perdita del venti o trenta percento permettendo di avere neve per l’inizio della nuova stagione. Purtroppo a livello economico si sa che gli impianti nati in luoghi dove non si ha la garanzia di neve saranno costretti a morire, mentre gli altri diventeranno sempre più forti. Succede così in tutti i campi.

Cosa vedi nel tuo futuro?

Spero di stare bene fisicamente e di poter proseguire a fare l’atleta ancora per molti anni. Ho 32 anni e so quanto pesano questi nella vita di uno sportivo ma, finché il fisico regge, voglio continuare a vivere questo sogno. Mi diverto. Per me è come per i bambini fare le montagne russe a Gardaland. Voglio togliermi altre soddisfazioni, sarebbe bello continuare a salire sul podio. Gli ultimi anni, purtroppo, ho fatto più fatica ma credo ancora di poter essere tra i migliori. So anche bene che le parole servono a poco. È ora di farlo.

 

 

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