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Adamello “Vetta Sacra della Patria” in ricordo dei caduti di tutte le guerre

Italia, Adamello, Ponte di Legno, cordate di sci-alpinisti sul Pian di Neve

L’Adamello verrà proclamato il 7 luglio 2018 “Vetta Sacra della Patria”. La proposta viene dal comitato Impronta Camuna che ha proposta proprio la montagna bresciana come simbolo per ricordare i caduti di tutte le guerre.  

Roberto Bontempi, presidente dell’associazione che ha ideato l’evento ha commentato: “Recentemente abbiamo avuto il benestare dello Stato Maggiore della Difesa  che ci ha concesso l’utilizzo del suo logo. Un grazie sentito va al generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa e dalle scorse ore presidente del Comitato Militare della Ue”. 

Intorno all’inziativa c’è stata anche qualche polemica dal momento che durante le celebrazione dovrebbe essere steso un tricolore lungo un chilometro. Al momento si sta attendendo anche la risposta dell’aeronautica militare per la presenza delle Frecce Tricolori all’evento: “Siamo in attesa della risposta dell’aeronautica Militare – ha concluso Bontempi – sarebbe davvero molto bello se ci inserissero nel calendario ufficiale”.

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6 Comments

  1. Grazie per la notizia. Ho sempre sostenuto che l’Adamello
    e’ il ‘Kailash’ di noi Italiani. Son contento che la proposta
    del Tricolore sia stata rifiutata, avrebbe solo deturpato la
    maestosita’ del sempre meno esistente ghiacciaio.

  2. Francamente mi chiedo che senso abbia oggi questa iniziativa dall’aria vagamente fascistoide, coronata da baldanzoso sventolio di giganti tricolori e condita con epitaffi da gloriuzza da regime.
    Chissà cosa ne penserebbero della “Vetta Sacra delle Patria” le centinaia di ragazzi mandati a morire in montagna in nome di una guerra senza senso e di una Patria che li ha sempre considerati solo carne da cannone, salvo poi celebrarli con fanfare e paraponzi una volta che sono stati ammazzati per conquistare un inutile metro di terra in più.
    Trovo sinceramente imbarazzante che vi sia ancora uno zoccolo duro dell’associazionismo, e dello stesso CAI, che interpreta l’andare in montagna in questo senso anacronisticamente militaresco.

  3. Tricolore sull’Adamello.
    Con l’issare un vessillo così grande, vogliamo far parlare al mondo i soldati che sull’Adamello hanno combattuto e sono morti cento anni or sono. Infatti, “i militari di tutte le nazioni” ci gridano, ancora oggi, quanto inutile sia la guerra e ci ricordano l’importanza dell’amicizia e della collaborazione. Anticipiamo da quella Sacra Vetta la ricorrenza del 4 Novembre 2018, festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate (attualmente impegnate in diverse operazioni di pace condotte nelle principali aree di crisi internazionali). Perciò, nei nostri cuori e sull’Adamello la bandiera ci sarà sempre! Nel ricordarli, vogliamo che vivano ancora: non sono morti invano!

  4. Roberto continuo a non capire il significato di quello che affermi
    “i militari di tutte le nazioni ci gridano, ancora oggi, quanto inutile sia la guerra e ci ricordano l’importanza dell’amicizia e della collaborazione”
    E quindi per rendergli un po’ di rispetto festeggiamo Patria ed Esercito che li hanno mandati a morire in un’inutile guerra di trincea sulle Alpi?
    È come se per celebrare la giornata del donatore di sangue invitassi Dracula a far da oratore.
    Se veramente la tua associazione vuole rispettare quei morti affinché non si ripeta più nulla del genere vi do un consiglio.
    Invece del tricolore gigante proiettate sull’Adamello “uomini contro” di Francesco Rosi o, magari con meno impatto sul martoriato ghiacciaio, limitatevi a leggere sulla vetta “un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu.
    Avrebbe molto da dirvi sull’insensatezza e la ferocia dei comandi delle Forze Armate che oggi invitate per “onorare quei morti”.

  5. Manuel,
    la Grande Guerra ha coinvolto molti paesi europei e di altri continenti. I Comandi militari di tutti gli eserciti usavano tecniche che puntavano più a conseguire risultati strategici che a ridurre o a limitare il numero dei soldati morti e feriti: infatti fu un’immane strage, non solo per l’Italia, ma per tutti gli Stati coinvolti. Così ragionavano i Comandi di allora!
    Oggi, viviamo in una Repubblica che ripudia la guerra e le nostre Forze Armate non sono quelle di cent’anni fa, ma sono “Forze di pace”. Con la nostra iniziativa vogliamo ricordare tutti i soldati che sull’Adamello combatterono e morirono affinché il mondo sappia scongiurare il ripetersi di nuovi conflitti. Pericolo sempre in agguato!
    La manifestazione che proponiamo prevede anche in contemporanea l’allestimento di mostre, si terranno dibatti e, probabilmente, anche proiezioni di film che serviranno a ricordare quei terribili anni e i loro protagonisti.

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