• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Itinerari, Primo Piano, Turismo

Il Trekking nell’Alto Dolpo – di Adriano Favre

Foto @ Adriano Favre

Abbiamo seguito il viaggio nell’Alto Dolpo di Paolo Cognetti, scrittore vincitore del Premio Strega 2017 per “Le otto montagne”, attraverso la sua voce. Durante i collegamenti ci ha raccontato i paesaggi, la gente, le sue suggestioni (che potete “recuperare” qui). Con lui il fotografo Stefano Torrione, il pittore Nicola Magrin e la guida alpina Adriano Favre. 

Il reportage integrale potrete leggerlo su un’importante monografia sulla regione del Dolpo a cui sarà dedicato il numero di gennaio (uscita poco prima di Natale) di Meridiani Montagne.

Nel frattempo, mentre aspettiamo l’uscita in edicola di “Montagne”, ci siamo fatti spiegare a “livello tecnico” da Adriano Favre come si svolge il trekking dell’Alto Dolpo: equipaggiamento necessario, permessi, le difficoltà, ecc.  

Adriano Favre. Foto @ Meridiani Montagne

 

UPPER DOLPO 2017 , note tecniche. 
di Adriano Favre

La traversata completa dell’Upper Dolpo si presenta come uno degli itinerari di trekking tra i più impegnativi del Nepal, presuppone un impegno minimo di 21 gg di cammino con al massimo 3/4 possibilità di dormire sotto un tetto e le notti in tenda, soprattutto quelle oltre i 4.700 m, possono essere anche molto fredde nel periodo autunnale. I passi oltre i 5.000m da superare sono ben otto pertanto una buona forma fisica è imperativa. In compenso il cielo sereno è pressoché garantito nella stagione secca.

La complessità dell’accesso a questa zona remota, richiede di affidarsi ad una buona agenzia di trekking, di quelle “sulla piazza” da anni che possano offrire garanzia di serietà, buon equipaggiamento da campo, staff collaudato e la capacità di risolvere i problemi che si possono incontrare lungo la via. 

Importante disporre di un telefono satellitare in quanto le possibilità di un accesso alla rete telefonica, in caso di necessità, sono sporadiche e poco affidabili. Le migliori Agenzie lo mettono a disposizione.

ACCESSO. Da Sud dall’aeroporto di Juphal (Dolpa Airport). Lo si raggiunge con due voli interni, il primo Kathmandu – Nepalgunj ed il secondo Nepalgunj – Juphal. Questa è la via che consente di effettuare un acclimatamento graduale prima di accedere ai passaggi in alta quota che segnano il vero e proprio ingresso nell’Upper Dolpo.
Da Est dall’aeroporto di Jomson, raggiungibile anch’esso con due voli interni, Kathmandu – Pokara e Pokara – Jomson. È possibile raggiungere Jomson anche via terra: la strada che collega questo centro nella Kali Gandaki con Pokara viene migliorata di anno in anno, ma rappresenta sempre un bel tour de force non scevro di rischi.

PERIODO. Da aprile a fine ottobre, tenuto conto che giugno e luglio, seppur marginalmente in questa regione, sono comunque interessati dalla parte più intensa del monsone, di conseguenza i voli possono essere penalizzati anche per più giorni.
Nel restante periodo il clima secco, che contraddistingue questa porzione di territorio, lo accomuna al Tibet. Da novembre in poi oltre alle basse temperature, la presenza di neve rende impraticabili i passi oltre i 5.000 m.

PERMESSI. Lower Dolpo 10$, Upper Dolpo 500$ , TIMS permit 10$ , Annapurna Conservation Area Permit 20$ . Totale 540 $ a persona.

EQUIPAGGIAMENTO PERSONALE. Abbigliamento da alta montagna unito a capi più leggeri per le prime tappe in cui la temperatura può essere ancora elevata. Piumino per i campi in quota e un ottimo sacco a pelo per basse temperature.
Guanti, berretto, cappellino e occhiali da sole ,creme protettive, zaino, borraccia, coltello multiuso, pila frontale, bastoncini. Un paio di scarponcini comodi adatti ad un trekking impegnativo in cui è possibile incontrare la neve, per tale evenienza sono consigliati i ramponcini da trail. Una piccola farmacia con i farmaci di uso personale, una sacca robusta atta a contenere tutto il materiale che verrà trasportata dai muli.

Non vi è possibilità di effettuare ricariche alle batterie di conseguenza è bene essere autonomi con un piccolo pannello solare personale.

Non è richiesta alcuna vaccinazione obbligatoria, il visto di ingresso al paese lo si richiede al momento dell’arrivo all’aeroporto di Kathmandu e si raccomanda una copertura assicurativa in caso di soccorso, recupero e rimpatrio. Una missione di recupero in elicottero in questo territorio remoto può avere costi molto importanti.

ITINERARIO. 
Giorno 1 – Juphal 2475 m. – Rupgad 2070 m.
Giorno 2 – Rupgad 2070 m. – Shyanta 2520 m.
Giorno 3 – Shyanta 2520 m. – Sanduwa 3050 m.
Giorno 4 – Sanduwa 3050 m. – Ringmo 3733 m.
Giorno 5 – Ringmo 3733 m. – Shallagari 3756 m.
Giorno 6 – Shallagari 3756 m. – High Camp 4650 m.
Giorno 7 – High Camp 4650 m. – Nangdalo Pass 5360 m. – Shey Gumba 4160 m.
Giorno 8 – Visita a Tsakhang Gumba circa 3h a/r.
Giorno 9 – Shey Gumba 4160 m. – Sela Bhanjyang 5010 m. – Namgung Gumba 4430 m
Giorno 10 – Namgung Gumba 4430 m.- Saldang 3770 m. 
Giorno 11 – Saldang 3770 m. – Rakyo 4160 m.
Giorno 12 – Rakyo 4160 m. – High Camp 4700 m.
Giorno 13 – High Camp 4700 m. – Juanma Bhanjyang 5021 m.- Tokyu 4209 m.
Giorno 14 – Tokyu 4209 m. – Dho Tarap 3944 m.
Giorno 15 – Dho Tarap 3944 m. – Jhyarkoi Bhanjyang 5360 m.- High Camp 4750 m.
Giorno 16 – High Camp 4750 m.-Mola Bhanjyang 5027 m.- Chharka Bhot 4110 m.
Giorno 17 – Chharka Bhot 4110 m.- High Camp 4750 m.
Giorno 18 – H.C.4750 m.- Niwar Pass 5400 m.-Sangda Bhan.5000 m.-Sangda Ph.4190
Giorno 19 – Sangda Phedi 4190 m. – Sangda 3710 m.
Giorno 20 – Sangda 3710 m. – Kaghbeni 2800 m.
Giorno 21 – Kaghbeni 2800 m.- Jomson 2701 m.

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *