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Dall’Italia alla Cordillera Blanca per correre ed aiutare

Foto @ AndeTrail

Dal 8 al 24 Agosto 2017 un gruppo di 25 persone sono partite alla volta di Lima per prendere parte alla terza edizione di Ande Trail Perù, la gara ideata al ritorno di una spedizione alpinistica dal vicentino Antonio Pasqualotto, pioniere della corsa in montagna, grazie all’aiuto di un team di appassionati di trail. Lo scopo del progetto non è solo la corsa, ma anche la raccolta fondi da destinare alle fasce più deboli della popolazione che vive nella Cordillera Blanca, in Perù. I fondi della prima edizione della gara sono stati destinati alla costruzioni di 5 asili nella baraccopoli di Chimbote.

Ande Trail si può considerare una delle corse in alta quota più alte al mondo: lo sviluppo completo è di circa 40 Km complessivi, con dislivello positivo di 3.676 m. e un dislivello negativo di 2060 m. Il percorso si snoda sulle pendici del Monte Huascaran, toccando quota 4.700 m con il passaggio al rifugio Huascaran. La competizione prosegue verso il massiccio montuoso del Monte Pisco, fino a concludersi nel rifugio omonimo a quota 4.670 m.

Per i partecipanti italiani il viaggio di 17 giorni è stato pensato per far trascorrere un’esperienza di più ampio respiro così da poter godere della bellezza offerta dal paesaggio della Cordillera Blanca e per conoscere da vicino il lavoro in terra peruviana dell’operazione Mato Grosso, organizzazione italiana non-profit che opera in gran parte del sud-america per migliorare le condizioni di vita delle fasce bisognose della popolazione. Un’idea che vuole aggiungere qualcosa in più ad una gara di corsa. “Correre per l’essenziale” è il claim di questa manifestazione, che grazie alla corsa, vuole far vivere una esperienza che mira all’essenza delle cose, alla bontà e alla condivisione di valori sani e alla possibilità di trasformare la fatica in qualcosa di utile per gli altri.

La gara si è tenuta in una bella giornata di sole tra le imponenti montagne della Cordillera Blanca con partenza dalla piazza di Shilla (piccolo villaggio a 3000 metri nella regione dell’Ancash) sotto gli occhi incuriositi di molti abitanti del paese. Dopo i primi duecento metri di asfalto si è passati subito allo sterrato fino all’abitato di Huaipan in una cornice di vita di paese tra le caratteristiche case d’argilla. Da qui in poi si ha abbandonato la strada e per sentieri si è passati tra campagna, boschi di eucalipto fino a prendere la seconda parte di salita che, costeggiando la costa dell’Huascaran, prende via via quota fino ai 4640 metri del rifugio Huascaran dove si apre la vista sull’immenso ghiacciaio del gigante peruviano e sulla vallata sottostante. Qui un nutrito gruppo di ragazzi peruviani ha rincuorato i corridori, prima della lunga e impegnativa discesa. Discesa molto tecnica nella prima parte, con tratti attrezzati con corde e catene, sotto la supervisione di alcune guide alpine locali. Diversi i tratti con contropendenza nella seconda parte. Al termine della discesa, una breve risalita immersi in un suggestivo bosco fino a prendere la strada sterrata che porta alle laguna di Llanganuco. Strada che si abbandona dopo un paio di km per prendere il sentiero “Maria Josefa” che immerso nella vegetazione porta fino alla laguna, punto turistico molto gettonato. Da qui si è ripresa la strada sterrata che in alcuni km dapprima pianeggianti e poi in leggera salita porta fino alla salita finale per il rifugio Perù al Pisco (m 4675).
A questo punto la stanchezza e quota hanno iniziato a presentare il conto e gli ultimi 800 metri di dislivello sembravano interminabili, per fortuna confortati dalla bellezza del paesaggio dominato dal monte Pisco.  

Il clima peruviano presenta delle forti escursioni termiche, con temperature vicine allo zero alla partenza (alle 6:30, all’alba) che salgono fino a 25° nelle ore centrali, sebbene la sensazione di calore sia esacerbata dalla canicola solare equatoriale. Per poi scendere di nuovo nel pomeriggio con il sopraggiungere del tramonto ( alle 18,15 circa).

La gara come da pronostico è stata dominata da un corridore locale che oltre alle indubbie qualità ateltiche aveva dalla sua l’acclimatamento che, date le quote, è fondamentale. Dopo una partenza controllata Jaime ha messo il turbo guadagnando circa un quarto d’ora nella seconda parte di salita sul secondo. Vantaggio che è andato poi via via a crescere fino all’arrivo. Dietro di lui Alva Wilder aveva concluso in 6h 08′, ma è stato poi squalificato per una deviazione lungo il percorso di gara. Dietro di loro gli italiani (terzi e quarti) hanno fatto il possibile per raggiungere il terzo peruviano portando a casa un’ottima prestazione. Al femminile le prime due donne (peruviane) erano appaiate fino all’inizio della discesa dall’Huascaran, al termine della quale Haydee ha via via allungato fino al traguardo. Dietro di loro una giovane peruviana ha completato il terzetto davanti alle straniere con il sesto posto italiano.

La durezza del percorso ha fatto si che divesi atleti giungessero al rifugio sotto un cielo stellato con le frontali a risalire il sentiero andino. Al rifugio la cena e le premiazioni hanno dato il giusto merito a tutti i finisher di questa edizione. I cancelli orari prevedevano 5 ore al rifugo Huascaran gpm del 15° km e 11 ore all’ultimo ristoro prima dell’ultima salita.       

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