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Un impianto biogas al campo base dell’Everest per risolvere il problema escrementi

Il luogo dove verrà costruito l’impianto @UIAA

“Tutti la fanno”, sunto preciso e valido sempre: anche per gli alpinisti, cuochi, aiutanti, sherpa che ogni anno si installano al campo base dell’Everest durante la stagione primaverile: circa un migliaio di persone che vivono al Campo per due mesi.

Lo smaltimento dei rifiuti organici è sempre stato uno dei problemi più importanti nel delicato equilibrio della montanga. Ogni anno dal versante nepalese vengono raccolte e portate a valle 12.000 kg di feci. Gli escrementi dalle tende “toilette” vengono raccolte in barili e portati giù dagli “shit porters”.

Fino al 2014 gli escrementi venivano stoccati a Gorak Shep, a circa cinque km dal campo base. Lì le feci sono state messe in dei pozzi profondi, un grande pericolo per le falde acquifere.

Per questo motivo la UIAA, l’associazione internazionale per l’arrampicata, ha affidato un progetto di protezione ambientale per cercare di risolvere il problema. 

E quest’anno il “Mountain Protection Award ” è infatti andato al progetto “Monte Everest Progetto Biogas”, proposto dagli americani Dan Mazur e Garry Porter. Nella Goark Shep le feci verranno raccolte in contenitori e utilizzati per un digestore di biogas che produca metano. Il problema tecnico in questo progetto era quello di mantenere la temperatura giusta richiesta dal digestore a un’altitudine di 5.200 metri. “Il problema è stato risolto” ha fatto sapere il capo del progetto Garry Potter “ora è giunto il momento di mettere in pratica la teoria”. L’impianto probabilmente verrà completato nel 2018/19. 

Qui il video del progetto: 

 

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1 Comment

  1. Siamo lieti che il progetto Mount Everest Biogas Project, vincitore dell’UIAA MPA-Mountain Protection Award 2017, stia facendo parlare di sé anche in Italia, grazie quindi per il vostro articolo. Solo una precisazione: non è stata l’UIAA, la Federazione Internazionale di Arrampicata e Alpinismo, a richiedere la realizzazione del progetto. L’UIAA ha creato la piattaforma MPA proprio per permettere a progetti simili di avere promozione internazionale e di essere selezionati da team di esperti che ogni anno scelgono un vincitore, ma i progetti sono pianificati e realizzati esternamente da organizzazioni e privati. Per maggiori informazioni: http://www.theuiaa.org/mountain-protection-award/

    Gloria Scarano, coordinatrice dei progetti di sostenibilità dell’UIAA

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