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Dall’Abruzzo al Nepal per la prima ferrata a 5.000 metri

Foto @Facebook Explora Oltre le terre estreme

Il Team Explora Nunaat International, capeggiato dall’alpinista Davide Peluzzi, sta lavorando alla realizzazione della “Via Ferrata Drolambau Ice Fall” in Nepal. 

La ferrata verrà installata a una quota compresa tra i 5.000 e i 5.400 metri.  “Un grazie va alla comunità locale Sherpa ed in particolare a Phurba Tenjing Sherpa – ha dichiarato Peluzzi in una nota – con il cui eroico contributo si sta per andare a realizzare la prima ferrata della Rolwaling”.

La ferrata servirà a collegare il ghiacciaio con il rifugio che verrà realizzato sul Tashi Lapcha. Qui verrà anche posta la tegola donata dal Cai di Amatrice.

La spedizione abruzzese di Explora sta lavorando anche con i villaggi della Rolwaling, dove è stato costruito anche un acquedotto a Jagat. L’acquedotto è stato ricostruito  due anni fa dopo il terribile terremoto del 2015.

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2 Comments

  1. COMPLIMENTI ALLA SEZIONE DI AMATRICE CHE NOTO OSSERVANTE DEI PRINCIPI E DOCUMENTI DEL CAI CHE AL PUNTO 12 DEL BIDECALOGO RECITA:
    Con la convinzione che gli itinerari alpini, privi di manufatti, offrano esperienze indimenticabili, il CAI è, e resta, contrario all’installazione di nuove vie ferrate e/o attrezzate. Si adopera, ovunque possibile, per dismettere le esistenti, con la sola eccezione di quelle di rilevante valore storico, e/o per la messa in sicurezza di particolari passaggi lungo itinerari molto frequentati.

  2. Quello che e’ scritto nel bidecalogo deve essere poi calato nel contesto montano specifico di attuazione. Il CAI lo ha steso pensando alle nostre montagne, ormai altamente infrastrutturate sotto tutti i punti di vista, con reti di vie ferrate fin troppo capillari, come in Brenta, e quindi da disincentivare. In questo contesto del Nepal, per le quote e il percorso descritto, come punto di congiunzione con structure di rifugio piu elevate, l intervento e’ secondo me da congratulare. Sarebbe interessante avere piu dettagli… Ricordo in fine come anche sulle nostre alpi alcuni tratti per raggiungere rifugi (gonella, sella, gouter solo per menzionarne alcuni) siano atrezzati da tempo e credo nessuno si inventerebbe di liberarli dai supporti

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