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I nostri lettori – L’anello da Zakopane a Kuznice sui Monti Tatra

Testo e foto di Luciano Pellegrini

 

Altra escursione nel PARCO Nazionale dei Monti Tatra (Polonia), (TPN), è stato un anello da Zakopane (900 m) a Kuznice (1010 m). Io e la guida alpina Stanislaw Apostol, siamo partiti da Zakopane e dopo aver percorso una comoda carrareccia che ci ha portati all’ingresso del parco, (dove ho pagato pochi zloty per entrare), abbiamo percorso la Dolina Bialego (Valle del Ruscello Bianco).

È vietato entrare con le biciclette (hanno sentieri a parte), non possono entrare veicoli a motore e neanche i cani. La valle è percorsa da un torrente che ha l’acqua bianca, da qui il nome. il percorso è molto interessante sia per la natura che per la storia. La flora dei monti Tatra è abbondante con mille specie di funghi, 870 specie di licheni, l’abete bianco, il faggio, il pino, il larice, il Rovere e tanti fiori come la genziana, la silene ed un fiore che ho già menzionato, ma per la sua bellezza lo ripropongo… la Dianthus speciosus ssp. alpestris (pl. goździk okazały), della famiglia delle Caryophyllaceae. Il nome comune è GAROFANO ROSA.  Il suo habitat è nella Dolina Kondratowa.

Arrivati al passo Przelecz na Patykach (1310 m), invece di proseguire per la vetta SARNIA SKALA (1377 m), abbiamo fatto il sentiero per arrivare al rifugio Gorski (1198 m) sulla radura di Kalatowki da dove si gode il monte Giewont (1895 m). Su questo percorso panoramico, sono presenti numerosi ponti e scale di legno. Si superano forre, si passa sulla cima degli alberi, con tanta sicurezza. Proseguendo, incontriamo l’eremo di San Fratello Alberto Chmielowski, con la cappella della Santa Croce, in legno. In Polonia e specialmente in montagna, è facile trovare le chiese in legno, è una devozione ed una architettura a cui i polacchi sono molto legati.

San Fratello Albert Chmielowski, monaco polacco, (Adamo il suo nome di battesimo), nacque in una nobile famiglia polacca ad Igolomia un villaggio vicino a Cracovia, il 20 agosto 1845 e morì all’età di 71 anni, il 26 dicembre del 1916 tra i poveri ed emarginati di Cracovia. Dedicò a loro tutta la sua vita, scelse la vita di povertà, dimenticando le origini aristocratiche e abbandonando i piaceri materialisti. In patria è conosciuto come “il padre dei poveri” o “il San Francesco del XX secolo”. Il rumore delle abbondanti acque purissime e limpide del torrente Brata Alberta, ci ha accompagnati sino a Kuznice. Le sue acque potabili servono per dissetare gli abitanti di Zakopane.

Per concludere questa ricca giornata e prima di tornare alla mia baita in montagna, siamo stati invitati a cena da una amica di Zakopane, Eva, che abita in una delle più belle baite della città. Ha cucinato una cena tradizionale con brodo vegetale e prodotti del suo orto, con pasta fatta in casa, il gulasch, (piatto sostanzioso di origine ungherese), di cervo ed agnello. Con il sugo abbiamo condito il riso e per contorno una insalata di lattuga e ricotta di pecora. Un bicchiere di grappa, tanta calma ed amicizia.

In baita, con lo sguardo fisso sui monti, aspettando che si facesse buio, ho riflettuto sull’escursione e mi sono chiesto molti perché, senza risposta. Possibile che in Italia è difficile trovare un parco che abbia le caratteristiche dei Tatra? Si seguitano a costruire impianti a fune, c’è l’invasione dei mezzi motorizzati a due e quattro ruote, poca o nessuna manutenzione dei sentieri, segnaletica non conforme agli accordi con la Feder parchi, spazzatura di qualsiasi genere. Quante volte bisogna fermarsi per far passare le bici e le moto? A cosa serve il mio impegno per l’ambiente? Mi consolo con il primo ambientalista del pianeta… Papa Francesco, che quasi giornalmente prega umilmente i responsabili a rispettare il creato.  Anche Lui è perdente! Però la mia testardaggine di abruzzese non mi fa arrendere.

 

DIFFICOLTA’ E

TEMPO 4 ORE SENZA SOSTE

DISTANZA   16 KM

DISLIVELLO 480 m

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