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Ambiente, Natura, Primo Piano

30 anni di Mountain Wilderness

1989, Vallée Blanche, manifestaziome Mountain Wilderness – A. Gogna/K3

Nel 1987, durante un convegno internazionale sulla montagna che si teneva a Biella, veniva fondata l’associazione “Mountain Wilderness” -che conta oggi rappresentanze in numerosi paesi del mondo- e venivano formulate le Tesi di Biella, un manifesto programmatico che, da trent’anni a questa parte, delinea e dà forma alle azioni e alle strategie messe in campo dall’organizzazione stessa per la protezione e la tutela della natura selvaggia in alta quota.

Ma cos’è esattamente la Wilderness e, più nello specifico, la Mountain Wilderness? Il termine si riferisce a quegli ambienti montani incontaminati dove chiunque ne senta il bisogno può ancora sperimentare un incontro diretto con i grandi spazi e viverne in libertà la solitudine, i silenzi, i ritmi, le dimensioni, le leggi naturali, i pericoli.

La Wilderness ha la caratteristica di saper stimolare un rapporto creativo tra l’uomo civilizzato e gli ambienti naturali ed è il grado di autenticità di questo rapporto a dare un senso non effimero all’avventura: per salvaguardare queste caratteristiche e peculiarità, è necessario quindi difendere e recuperare, se possibile, gli ultimi spazi incontaminati del pianeta e, per farlo, è necessario stimolare la consapevolezza ambientale in strati sempre più ampi di frequentatori della montagna.

Le Tesi di Biella sono state quasi profetiche e mantengono la loro attualità anche a distanza di 3 decenni, ciò nonostante, è necessario un momento di riflessione attorno alla montagna e al concetto di “pianurizzazione”, che ha afflitto tante zone montane e, in particolare, il biellese: che montagna vogliamo? Qual è il modello di sviluppo più giusto per gli ambienti d’alta quota, tenendo presente che oggi la difesa degli spazi selvaggi è più urgente che mai?

La difesa degli ambienti naturali e liberi d’alta quota non è l’unico aspetto della protezione della wilderness a livello mondiale: le problematiche di tutela di questi spazi coinvolgono infatti i deserti, le foreste primarie, le calotte glaciali e i mari, sottoposti a sfruttamento e distruzioni di ogni genere, che andrebbero invece protetti strenuamente in quanto patrimonio culturale di tutta l’umanità.

Il CAI di Biella, insieme a Mountain Wilderness, ha in programma per l’11 novembre una giornata di seminari e incontri con scrittori, giornalisti ed esperti di montagna e ambienti d’alta quota: presso gli innovativi spazi di SellaLab verranno discusse le problematiche legate alla montagna e alle contraddizioni fra sviluppo e necessità di tutela, per provare ad immaginare un nuovo futuro possibile per gli ambienti d’alta quota.

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