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“Donne, ribelli, montagne”, al via la 4a edizione di Milano Montagna Festival

PASSAGGIO DI LIVELLO – in collaborazione con

FNM e Montagna.tv insieme per seguire i principali eventi culturali, sportivi, enogastronomici che la montagna propone nel 2017. Una partnership per promuovere una mobilità sostenibile per raggiungere e visitare le più belle montagne della Lombardia e delle Alpi Centrali dal punto di vista naturale e paesaggistico, delle tradizioni culturali ed enogastronomiche, delle attività sportive, del benessere e del divertimento. Un impegno quello di FNM e Montagna.tv per incentivare una mobilità smart, intermodale e verde, che possa contribuire al miglioramento della qualità della vita di centinaia di migliaia di cittadini che vivono, intraprendono e lavorano in montagna o che la frequentano per passione, promuovendo soluzioni di trasporto più vantaggiose anche per l’ambiente. 
 

“Donne, ribelli, montagne”, al via la 4a edizione di Milano Montagna Festival

 

Dopo il successo della 3a edizione del Milano Montagna Festival 2016 e dell’evento all’UniCredit Pavilion del 15 marzo 2017 dedicato alla sicurezza in montagna, arriva la 4a edizione del Milano Montagna Festival che aprirà con due giornate, il 20 ed il 21 ottobre, nella nuova sede della Fondazione Feltrinelli progettata da Herzog & De Meuron, in un’architettura metafora di casa, montagna e sfida.

A seguire un’intera giornata, il 22 ottobre, dedicata agli action sport al Parco Lambro, e una serata, il 23 ottobre, di chiusura alla Santeria Social Club.

Dedicato a “Donne, ribelli, montagne”, il festival sarà un’occasione per conoscere storie di donne e uomini che hanno sfidato le grandi montagne, spostando le soglie delle proprie discipline, e per un viaggio tra le montagne ribelli, simboli di resistenza e resilienza.

Donne come Anna Torretta che, dopo essersi laureata in architettura al Politecnico di Torino con una tesi in Industrial Design dal titolo “Bivacco fisso a quota 3500m”, riscopre in lei il richiamo forte e irresistibile della montagna, fino a diventare prima campionessa italiana pluripremiata di Arrampicata su Ghiaccio e Vice Campionessa del Mondo, quindi guida alpina e scrittrice. Anna presenterà il suo nuovo libro “La montagna che non c’è”, nel quale racconta la storia di una guida alpina che distrugge i segnali sul percorso, perché se non sai ascoltare le fate del bosco che ti indicano la via, non sei degno di scalare; delle tante persone incontrate nei molti viaggi delle cordate tutte femminili alla ricerca di nuove vie da esplorare in luoghi remoti come l’Afghanistan – dove c’è ancora così tanto da fare per promuovere l’altra metà del cielo, anche attraverso l’insegnamento dell’arrampicata. Anna ci racconta della bellezza che, come l’aria, salendo si fa pura, diventa quintessenza. Attraverso le sue esperienze, vediamo la montagna trasfigurarsi: da posto fisico a meta che si sposta ogni volta che pensi di averla raggiunta. La montagna diventa così continua ricerca, istinto stesso che ti spinge a cercare e a cercarti. La montagna metafora di vita, che ti pone sempre, continuamente, nuove sfide.

Uno dei capitoli di “La montagna che non c’è” è dedicato proprio a un’altra ospite del Festival: Eleonora “Lola” Delnevo, alpinista rimasta paralizzata in un incidente. Lola, con la passione e la determinazione e grazie al sostegno dei suo amici, torna a scalare e, da ribelle, si pone come obiettivo la maestosa parete di El Capitain (nella Yosemite Valley), in una avventura che sembrava assolutamente irrealizzabile. Tutte donne ribelli, come Giulia Monego la prima sciatrice a vincere il Verbier Xtreme, la più importante gara internazionale di freeride, sulla ripidissima e leggendaria parete del Bec de Rosses.

Di Yosemite, patria elettiva di tanti spiriti ribelli, ci parlerà anche Guido Andruetto presentando il suo libro “Bertone. La montagna come rifugio”, dedicato a Giorgio Bertone, alpinista tra i più forti degli anni Sessanta e Settanta, guida alpina di Courmayeur. Morto a soli 34 anni in un incidente aereo sotto la cima del Mont Blanc du Tacul, Bertone fu il primo italiano, in cordata con Lorenzino Cosson, a salire in cima a El Capitan di Yosemite, tra i più grandi monoliti di granito al mondo. Con l’altro grande ribelle René Desmaison, nell’inverno del 1973, Bertone portò a termine nel gruppo del Monte Bianco la direttissima sulla parete Nord delle Grandes Jorasses per la Punta Walker, 4208 metri di altitudine. Una scalata leggendaria che richiese nove giorni in condizioni estreme, fino a 30 gradi sotto zero, con bivacchi in parete avvolti in una tempesta di neve e ghiaccio ed un vento che soffiava a 100 km all’ora. Per ricordarlo vedremo al festival i 45 minuti inediti di “Yosemite 74”, realizzato da Bertone e Cosson con l’aiuto per i testi e le musiche di Gian Piero Motti.

Ma chi era Gian Piero Motti? Un altro ribelle, una figura leggendaria di cui parlerà al Festival il grande divulgatore Alessandro Gogna. Con altri giovani torinesi Motti è stato negli anni ’70 il rappresentante di spicco del movimento del Nuovo Mattino, che in aperta sfida alla visione accademica dell’alpinismo proponeva un nuovo modo di arrampicare. Come racconta Gogna, “La meta filosofica, quasi un credo, di tutto il pensare e l’agire in montagna era la conquista senza sofferenza, come se di questa l’alpinista non avesse più bisogno, avendo già composto dentro se stesso le tensioni che lo spingevano a “lottare” contro la montagna. L’utopia non riguardava tanto la fine della sofferenza quanto l’interiorizzazione che l’uomo avrebbe dovuto farne, prima e durante”.

Nei secoli le Alpi sono state rifugio e megafono delle anime libere, contrarie e resistenti. Proprio del suo libro “Alpi Ribelli” parlerà al festival Enrico Camanni, ripercorrendo una lunga storia che dalla leggendaria lotta di Guglielmo Tell si lega agli artigiani eretici che si sacrificarono con Fra Dolcino ai piedi del Monte Rosa, ai partigiani che fermarono i nazifascisti sulle montagne di Cuneo e Belluno, fino ai movimenti contemporanei contro il treno ad alta velocità in Valle di Susa.

Ma chi sono oggi i nuovi ribelli della montagna? Sciatori come Markus Eder, capace di creare le eleganti, supersoniche e visionarie linee di discesa che vedremo al Festival nel suo nuovo film “Drop Everything”, e la stella dell’ultima serata del festival, lo scalatore di Brno Adam Ondra, il più forte della generazione contemporanea. Dopo la grandiosa ripetizione della smisurata Dawn Wall proprio a Yosemite, nell’estate del 2017 ha superato i propri limiti, liberando la prima parete 9c nella Grotta di Flatanger (Norvegia). E, insieme a lui per ridefinire l’impossibile, Javi Dominguez: campione spagnolo dell’ultratrail al Tor Des Geants, che ha segnato un nuovo record mondiale.

Per consultare il programma, qui

 

In collaborazione con FNM – www.fnmgroup.it

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