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SONDAGGIO: Croci e madonnine sulle vette, diteci la vostra

Croce in Grigna @CAI Lombardia

La notizia dello sradicamento della croce di vetta in Grignetta e la decapitazione della madonnina ha suscitato un grande dibattito sui social e anche sui giornali. Alcuni hanno condannato il gesto vandalico mentre altri si sono detti a favore della rimozioni di croci, targhe, madonnine e altri elementi “artificiali” dalle montagne e dalle cime, preferendo preservare integralmente la purezza della montagna. Il dibattito, al di là del fatto di cronaca, a noi è parso interessante. Voi che cosa ne pensate?

 

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Cosa ne pensi di croci, madonnine o altri simboli sulle vette?

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    18 Comments

    1. Da sempre l’uomo modifica il paesaggio naturale, che assume così caratteri antropici che hanno un grandissimo valore. Se si vogliono eliminare le croci di vetta in nome di una utopica “purezza” ambientale, si eliminino allora tutta la storia dell’alpinismo, le vie ferrate, i rifugi e i bivacchi, le funivie e seggiovie, gli alberghi e le case, i pali della luce e le dighe e le miniere, le strade e i sentieri, i forti e le trincee e i cannoni, le baite e i villaggi…

      Se invece è il messaggio cristiano sotteso al simbolo della croce di vetta, occorre osservare che questa ha un valore storico e culturale innegabile: che piaccia o meno, le popolazioni vissute ai piedi delle Alpi sono state per secoli (ed in parte sono ancora) cristiane, ed hanno espresso anche in questo modo la loro identità. forse chi compie questi atti vandalici ha in odio non tanto la deturpazione del paesaggio (molto più invasivo in Grignetta a questo riguardo il bivacco Ferrario) ma appunto questa identità cristiana, passata o presente che sia.

      Al fedele la croce ricorderà che la montagna è un luogo spirituale privilegiato di vicinanza a Dio, metafora delle fatiche della vita quotidiana per giungere al cielo; e servirà come preghiera per chi è morto su quelle cime, amici o sconosciuti che siano. A chi non crede invece la croce di vetta servirà più semplicemente come indicazione del punto più alto della montagna e come ricordo della fede delle persone che quelle montagne le hanno abitate molti anni prima di lui.

      1. Condivido tale pensiero. Il Cristianesimo è la base della nostra cultura, le nostre radici. Lode al Signore delle cime

    2. e se per ognicroce anche un ripetitore di segnale per cellulari in caso di necessità..forse più utileche pregare in attesa di soccorsi data lamancanza di segnale…vale l’uno e l’altro..meditare

    3. Non mi dilungo ma dico solo che ci si lamenta delle croci e delle madonnine poi si fa scempio della montagna con funivie assurde, si piantano centinaia di chiodi sulle pareti e le si rivestono di scale cavi metallici etc. nelle ferrate….

    4. Io sono contento di arrivare in cima e trovare la croce o la madonnina…e sono praticamente laico. Secondo me quei simboli vanno considerati nel contesto storico e culturale in cui vi sono stati portati: mi aspetto di trovarli sulle Alpi, come mi aspetto di trovare le bandiere di preghiera tibetane in Nepal…va bene così: sono segni dell’umanità che ha scalato la montagne per avvicinarsi al cielo e al divino, una cosa che accomuna tutti gli uomini indipendentemente dalla loro fede.

      1. Condivido pienamente.
        Laico con la passione di conquistare più vette possibili e scattare foto ricordo con la croce di vetta!!!!

    5. Che ci piaccia o no le croci rappresentano la realtà: noi stiamo sotto, Lui è sopra. Noi torniamo a valle, Lui resta lì: la Sua casa sono i cieli, la nostra la terra. Sono un monito per chi sale le montagne con superbia, perchè si ravveda e si approcci alla natura con la dovuta umiltà. Del resto andare in vetta è anche sacrificio e quale simbolo, se non la croce, poteva ricordarcelo meglio? Chi non le vuole o non comprende la croce, o non comprende la montagna.

    6. Sono pienamente d’accordo con Davide. Aggiungo che la prima croce di vetta fu posta dai cittadini di Acquate (Lecco) sul Pizzo d’Erna nel 1609. La tradizione dunque ha radici antiche.

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