• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Attualità, Primo Piano

Orsi in Trentino: la fake news dei 130 esemplari arriva in consiglio provinciale

Foto @Il Dolomiti

Quanti sono gli orsi in Trentino? A partire dal 2013 il numero si è stabilizzato intorno alla cinquantina di individui. A riferirlo è l’assessore Michele Dallapiccola rispondendo a un’interrogazione del consigliere provinciale Maurizio Fugatti. Quest’ultimo era arrivato in consiglio provinciale dicendo: “Pare che alcune guardie forestali abbiano dichiarato che in Trentino vi siano più di 130 orsi; numeri che, a detta di queste ultime, non verrebbero ufficializzati e dichiarati per non creare allarmismo nella popolazione e relative proteste”. 

La notizia dei 130 plantigradi a spasso per i boschi del Trentino è falsa ed è stata più volte smentita. I dati parlano di circa 49-66 individui e che tre di questi orsi nel 2016 hanno vissuto fuori dalla provincia di Trento e altri tre fuori dal Trentino. 

In questi giorni è stata presentata la richiesta alla Commissione Europea di mettere un tetto al numero degli orsi nella provincia. A presentare la richiesta sono stati il presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi e il suo collega Arno Kompatscher, insieme all’assessore Michele Dallapiccola e al dirigente Romano Masè.

Rossi ha anche difeso la possibilità di potere abbattere gli animali che dimostrano aggressività, come era stato, quest’estate, per il caso dell’orsa Kj2: “La Commissione ha riconosciuto che la nostra condotta nel caso Kj2 è del tutto conforme alle norme e agli orientamenti scientifici. La rimozione degli animali che possono essere un pericolo per l’uomo è una misura a salvaguardia della specie perché la specie si mantiene solo se c’è accettazione da parte della comunità e dell’opinione pubblica. E questa accettazione c’è solo se non ci sono pericoli”.

Un altro problema emerso in questi anni è che il progetto Life Ursus non ha avuto il successo sperato. Il progetto prevedeva che una volta reinserito, l’orso si sarebbe disperso poi per l’arco alpino. Così non è stato, dal momento che prevalentemente si è fermato in Trentino “e questo – ha concluso Rossi – con un territorio fortemente antropizzato, crea un grosso problema”.

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *