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Addio a Francek Knez, uno dei “guerrieri venuti dall’est”

Venerdì scorso ha perso la vita in un incidente in una falesia vicino a casa Francek Knez, nome storico dell’alpinismo sloveno degli anni ’70 ed ‘80, assieme a Silvo Karo e Janez Jeglic. Aveva 62 anni.

Knez era probabilmente il meno famoso del trio, che veniva soprannominato “I Tre moschettieri”, ma a parlare per lui è certamente la carriera alpinistica, che lo inserisce a pieno diritto nella leggenda.

Di certo non possiamo non citare le loro ascensione in Patagonia, dove aprirono molte nuove linee sul Fitz Roy, sul Cerro Torre e sulla Torre Egger, quando ancora l’alpinismo patagonico era pura esplorazione.

Dal 1973, anno in cui ha iniziato a scalare, al 2005, sono stati più di 5000 gli itinerari saliti da Knez, 730 le prime ascensioni. Alpi slovene, ma anche l’Eiger – che salì anche dalla linea originale della parete nord, in sole 6 ore, un tempo record per quel tempo-, il Cervino e le Grandes Jorasses – su tutte e tre aprì linee nuove –, poi le Dolomiti – le Tre Cime di Lavaredo, Mamolada, Civetta, Tofana -, ma anche le grandi montagne dell’Himalaya e del Karakorum.

Torri del Trango, Meru e Bagirathi II, in India. La cresta occidentale dell’Everest, la parete sud del Dhaulagiri, una nuova via anche sul Broad Peak. Nel 1981, Francek, insieme a Vanja Matijevec, riuscì a raggiungere la cresta del Lhotse SW dopo aver scalato la parete sud della montagna.

Nell’aprile del 1999 subì un grave incidente sempre in falesia, con conseguenze sulla colonna vertebrale. Nonostante questo, riuscì a recuperare e non ha mai smesso di arrampicare.

Di seguito vi riportiamo il ricordo di oggi di Reinhold Messner sulla Gazzetta dello Sport. 

Se desiderate approfondire quell’affascinante periodo d’oro dell’alpinismo sloveno, vi consigliamo di leggere “I guerrieri venuti dall’est” di Bernadette McDonald, edito da Alpine Studio, uscito nelle librerie a giugno 2017. Ultimo libro portato in Italia grazie alla bellissima collana, curata da Mirella Tenderini, “Oltre confine”.

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2 Comments

  1. Un mito indiscusso. Personaggio silenzioso e sempre rimasto lontano dai riflettori e sconosciuto ai più (come dimostra il relativo silenzio in cui sta passando la sua scomparsa).
    Prima che il libro sopra indicato, consiglierei il libro dello stesso Knez “La pietra infuocata”, stesso editore, tradotto in italiano tre anni fa. Libro assolutamente da leggere per capire meglio la grandezza di questo personaggio e il suo ruolo nella storia dell’alpinismo.

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