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La felicità di Simone Moro è una nuova invernale

Photo @ simonemoro.com

Ci stavamo chiedendo con curiosità e forse anche con una punta di malizia: “Ma Simone Moro torna o no al Kanche?” Lo aveva promesso dopo il tentativo piuttosto sfortunato dello scorso anno.

Ma siccome Moro ha un indubbio senso del personaggio e della comunicazione, alla vigilia dell’atteso annuncio del ritorno alla grande traversata dei “cinque forzieri della grande neve”, spiazza tutti e dice alla rivista spagnola Alpinismonline che andrà a fare un’altra invernale. Una montagna forse più alta? Fidandosi di un amico sicuro che gli ha consegnato le chiavi del Nanga in inverno? O una bella montagna dall’estetica e tecnica aggressive? Chissà, intanto il Kanche non è cancellato, ma “rinviato a data da destinarsi”.

Nel frattempo Simone Moro disquisisce della sua felicità sulle riviste alpinistiche e di gossip del pianeta, confermando che nonostante i 50 anni che compirà il 27 ottobre prossimo (tantissimi auguri in anticipo), si sente in perfetta forma e si fa 140 km di corsa tutte le settimane. Una perfezione fisica che deve al controllo per ciò che mangia e beve, per l’attenzione al peso e alla salute, e poi… è un uomo felice.

Delle donne racconta che sono come gli uomini e che lui le tratta e ci convive, in alpinismo, proprio come pari sesso, e questo è del tutto lodevole. Afferma anche che non c’è differenza tra passare un inverno in Himalaya con Tamara o con Urubko. 

Racconta sempre più spesso della sua grande passione per l’elicottero, del suo uso per salvare la gente e del suo desiderio di contribuire ad elevarne, anche in quota, le prestazioni.

Oggi è prevista l’uscita di un suo libro, scritto a due mani con la sua super-manager Marianna Zanatta. Dell’ultimo, che riguardava il Nanga Parbat, si era quasi scusato con i suoi lettori perché lo aveva affidato alla dettatura a causa dell’essere troppo impegnato ed in effetti qualche debolezza letteraria l’aveva. Stavolta pare che l’ispirazione alla scrittura di ” Devo perché Posso”, questo il titolo un po’ da guru, sia la felicità, il “core” delle sue “conferenze ispirazionali”, un sentimento nobile per un racconto di storie vere, appassionanti e vissute sulle montagne del mondo delle quali Simone Moro ha certo ampio e interessantissimo repertorio.

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