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Dolomiti bellunesi: meno interventi questa estate, ma aumentano i decessi. Complice il caldo

Foto CNSAS Dolomiti bellunesi

“C’è un trend in calo, anche se è presto per avere un riferimento oggettivo, servirebbe che la statistica venisse fatta tra 3/5 anni” ci spiega Alex Barattin, delegato CNSAS della II zona Dolomiti bellunesi a commento dei dati relativi agli interventi di giugno, luglio ed agosto effettuati da Soccorso Alpino e SUEM.

È ancora presto quindi per affermare con certezza che questa diminuzione sia dovuta all’impegno del CNSAS e del SUEM nel fare prevenzione, ma è comunque un buon indice. “Da parecchi anni facciamo attività divulgativa sull’andare in montagna in sicurezza e crediamo che questo stia dando i suoi frutti” continua Barattin. Il dato risulta inoltre significativo anche in considerazione dell’affluenza sulle Dolomiti bellunesi, che, a detta di un po’ tutti gli operatori di settore, è stata molto alta quest’anno.

Le chiamate effettuate da illesi sono calate in modo importante, sono circa 70 in meno, indice che un’attenzione dalla parte dell’utente c’è. “La chiamata dell’illeso ci sta e quello che chiediamo tante volte è di chiamare in modo preventivo. Per esempio, in caso di smarrimento, non aspettate la tarda serata, quando ci si può trovare troppo in difficoltà. Una chiamata prima ci consente di dare quelle indicazioni o informazioni per ritrovare la strada, il sentiero. Noi siamo qui disponibilissimi ad aiutare e la chiamata ci permette di sapere che c’è un probabile problema. Se poi riusciamo a risolverlo solo con una telefonata, meglio per tutti”.

Per quanto riguarda le attività, in netta diminuzione gli alpinisti soccorsi. “Quello dipende dalla stagione, dal meteo. Quest’anno è stata una bella stagione, abbastanza stabile, che ha favorito l’alpinismo” commenta Alex Barattin, che continua spiegandoci il numero, unico in aumento, di interventi relative alle ferrate: “Le ferrate negli ultimi anni stanno aumentando costantemente. Sono diventate una delle mete di attrazione che permette all’utente di arrivare anche in quota e fare sentieri molto particolari, che sono abbastanza tecnici ed ogni tanto capita che non si hanno le capacità fisiche per compiere l’escursione o di incorrere in qualche acciacco. La cosa importante è però avere sempre le dotazioni di sicurezza: kit, casco e guanti”.

Dato interessante è quello riferito all’elisoccorso, che mostra come questa estate l’elicottero sia stato utilizzato meno dal Soccorso Alpino rispetto ai medesimi mesi 2016. “Dipende dal tipo di evento – chiarisce Barattin -. L’elicottero è un mezzo salva vita, ma che deve essere usato quando è necessario: su codici bassi o dove riusciamo in un tempo appropriato a fare recupero con le squadre via terra, vengono utilizzate queste, lasciando così libero il mazzo in caso di necessità. L’attenzione che abbiamo verso l’elicottero è sempre massima, perché non si può abusarne: è una macchina fantastica che serve per salvare la vita alle persone, non per scorrazzarle di qua e di là”.

Ultimo dato i decessi, che sono in aumento. Dai dati SUEM emerge che ad aumentare questa estate sono stati i decessi a causa di malori, la ragione, spiega ancora Barattin, sono state le condizioni meteo ed il caldo di questa estate. Aumentati, rispetto al 2017, anche gli interventi che hanno coinvolto persone tra i 70 e gli 80 anni, più soggetti alle condizioni climatiche.

“Quello dei decessi – conclude Alex Barratin – è un dato che varia di in anno in anno, ma rimaniamo comunque sempre su numeri molto importanti. Purtroppo è un dato che non riusciamo a governare”.

 

 

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