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Ambiente

Clima, Usa e Cina a Copenhagen

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ROMA — Il presidente statunitense Barack Obama e il premier cinese Wen Jiabao saranno presenti alla Conferenza sul clima di dicembre, e porteranno proposte di riduzioni degli inquinanti, del 17 per cento il primo e del 40 per cento il secondo, entro il 2020. Lo hanno reso noto ieri, ridando in questo modo speranza al tavolo delle trattative di Copenhagen.

Barack Obama sarà al vertice sul Clima in Danimarca il 9 dicembre, con la proposta di riduzione dei gas serra americani intorno al 17 per cento entro il 2020, del 30 per cento nel 2025 e del 42 per cento nel 2030, al di sotto dei livelli del 2005.

Secondo quanto ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, Obama "è entusiasta di lavorare con la comunità internazionale per ottenere progressi verso un accordo di Copenhagen che sia complessivo ed operativo. E’ stato incoraggiato dai progressi realizzati nelle recenti discussioni con i leader di Cina ed India ed è convinto della possibilità di raggiungere un accordo significativo".

L’obiettivo degli Usa sarebbe quello di arrivare all’83 per cento in meno di emissioni entro il 2050. La proposta sarebbe quindi in linea alla legge approvata dalla Camera dei Rappresentanti americana la scorsa estate, legge che però deve ancora passare dal Senato, dove potrebbe incontrare non poche opposizioni.

Altra presenza fondamentale appena confermata è quella del premier cinese Wen Jiabao. Secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale Xinhua, Pechino sarebbe anche disposta a tagliare entro il 2020 del 40-45 per cento le emissioni di diossido di carbonio (per unità di Pil) rispetto ai livelli del 2005. Una notizia decisamente incoraggiante, che arriva da uno dei maggiori produttori di inquinanti al mondo.

Per l’Italia al summit sul clima, secondo quanto ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo in commissione Ambiente alla Camera, parteciperà anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "L’Italia – ha aggiunto la Prestigiacomo – farà il suo ruolo ma non accetterà un protocollo di Kyoto 2, con alcuni Paesi vincolati legalmente e altri soltanto politicamente".

Valentina d’Angella
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