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Alpinismo

Patagonia, Schäli e Gietl al Fitz Roy

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BOLZANO — Una via in velocità e una ad alta difficoltà, entrambe sul Fitz Roy. Questo il progetto dello svizzero Roger Schäli e dell’altoatesino Simon Gietl, partiti nei giorni scorsi per la Patagonia. I due, però, non hanno voluto svelare quali sono le vie che affronteranno sulla montagna.

"L’idea è nata più di due anni fa – ha detto Schäli – e in effetti può sembrare un po’ folle. Abbiamo intenzione di percorrere due vie fino alla vetta: una nel minor tempo possibile e l’altra molto impegnativa dal punto di vista tecnico, fisico e psichico. Per noi è una sfida enorme, e soprattutto mentale, ma siamo molto fiduciosi e motivati al 100 per cento".

Oltre a questa misteriosa dichiarazione, non è stato rilasciato alcun dettaglio sul progetto patagonico. Alcune indiscrezioni, però, parlano di una via, la seconda, in cui sono previsti diversi bivacchi in parete.

Il Fitz Roy, splendido picco di circa 3.400 metri che sorge nel parco de “Los Glaciares”, ha visto diversi record di velocità sulle sue pareti, soprattutto lungo la via "Supercanaleta".

Schäli, 31 anni, ha aperto nuove vie in Himalaya e sulla Nord dell’Eiger, ed è uno dei pochi alpinisti al mondo ad aver scalato il famigerato trittico di cime della Patagonia: Torre Egger, Cerro Torre e Cerro Stanhardt. Gietl, 25, ha una vasta esperienza sulle Alpi e vanta diverse nuove vie come “Krieger des Lichts” sulla Cima Scotoni, dove non ha inserito nemmeno uno spit.

Sara Sottocornola

 
Photo courtesy Salewa.it

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