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Jungfrau, assolte e risarcite le guide

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COIRA, Svizzera — Niente condanna per le due guide alpine dello Jungfrau. Anzi: assoluzione piena e risarcimento di oltre 50 mila euro. Le due guide, accusate di omicidio colposo dopo l’incidente del luglio 2007 nel quale morirono sei militari dell’esercito svizzero sotto una valanga, sono state riconosciute "non colpevoli" dal tribunale militare di Coira, dopo un processo durato una settimana.

Venerdì mattina, il procuratore aveva chiesto per i due imputati una pena pari a nove mesi di reclusione con la condizionale e una multa di 1500 franchi. L’ipotesi, infatti, era di negligenza e responsabilità diretta per la morte di quei sei ragazzi sotto la valanga, che secondo il capo d’accusa avrebbe dovuto essere prevista ed evitata dalle due guide alpine.

Invece, la sentenza ha dato ragione alla difesa, secondo cui non era possibile calcolare con precisione il rischio nè stabilire l’errore: "non tutti gli incidenti di montagna hanno un colpevole" hanno detto i legali. Non solo le guide sono state assolte, ma il tribunale ha disposto un risarcimento danni pari a 90mila franchi svizzeri (circa 60 mila euro) per la guida di 34 anni e di 75 mila franchi svizzeri (circa 50 mila euro) per il 47enne.

Preziosa la testimonianza dei soccorritori secondo i quali la valanga potrebbe essere stata provocata dagli stessi alpinisti in salita. Il tribunale, infatti, ha poi sentenziato che la responsabilità dell’incidente non può essere attribuita totalmente alla mancata valutazione dei rischi da parte delle guide, anche se la decisione di fare l’escursione quella mattina si è sicuramente rivelata errata.

Le due guide alpine, durante il processo, hanno continuato ad esprimere il loro dolore per la morte dei sei militari che più volte hanno definito amici e compagni di cordata. Si sono anche rivolti ai loro famigliari, ringraziandoli "per non averli condannati prima del processo".
 

Sara Sottocornola

Photo courtesy www.cdt.ch
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