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Esteri

Polo sud, alla ricerca del whisky perduto

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WELLINGTON, Nuova Zelanda — La spedizione "Nimrod" viaggiò tra i ghiacci del Polo sud sotto la guida del leggendario comandate Sir Ernest Henry Shackleton tra il 1907 e il 1909. I marinai dell’equipaggio non erano preparati a quelle temperature e come miglior sostegno avevano solo dell’ottimo whisky, il Mackinlay’s. Diverse casse però, al loro rientro nel Regno Unito, rimasero lì. Ora i proprietari del celebre scotch hanno deciso di recuperare quegli storici esemplari e una spedizione neozelandese si prepara a salpare verso Capo Royds, nell’isola di Ross, sulle tracce dei primi temerari avventurieri.

Sulle orme dei pionieri dell’Antartide, di quella spedizione che all’inizio del ‘900 compì la prima scalata del monte Erebus, il vulcano attivo dell’isola di Ross, e sfiorò il Polo Sud magnetico, arrivando a 180 chilometri dalla meta. La "spedizione antartica britannica 1907-09", o semplicemente "Nimrod", dal nome del veliero, solcò i mari ghiacciati del Polo sud sotto la guida del leggendario comandate Sir Ernest Henry Shackleton.

Fu una vera missione da avventurieri, la prima in Antartide delle tre che guidò l’affascinante capitano. Fu finanziata con donazioni private e debiti, senza un esplicito supporto della Corona. L’equipaggio era composto da marinai con poca esperienza di regioni polari, che, come arma migliore contro il freddo si aggrappavano a un ottimo whisky scozzese, il Mackinlay’s.

La spedizione stazionò nell’isola di Ross, e costruì a Capo Royds, un promontorio roccioso situato all’estremità occidentale, la capanna di Shackleton. Quando nel 1909 la "Nimrod" salpò verso le coste della madre patria, i marinai dimenticarono qui diverse bottiglie dell’amato scotch.

Inaspettatamente però, nel 2006 una spedizione le ha ritrovate. Erano nascoste sotto le assi di legno del pavimento, incastrate in blocchi di ghiaccio, impossibili da estrarre, ma ancora lì e intatte.

Oggi la Whyte & Mackay’s, attuale proprietario delle antiche distillerie Mackinlay’s, vuole recuperare quel whisky per effettuare alcune analisi e vedere se rilanciare quella particolare qualità, ormai non più in produzione. Secondo il mastro miscelatore dell’azienda scozzese, Richard Paterson, lo scotch di Shackleton sarebbe addirittura ancora bevibile, e dovrebbe avere mantenuto lo stesso sapore di un secolo fa.

Nella capanna di Shackleton, ci sono al momento 2 casse di whisky, ma i ricercatori non tenteranno di portarle via tutte. In rispetto alle norme di conservazione concordate dalle dodici nazioni del Patto antartico infatti, ne prenderanno solo alcune bottiglie.

Il gruppo, che partirà a gennaio 2010, farà capo al fondo New Zealand’s Antarctic Heritage Trust. Secondo quanto riferito dal capospedizione Al Fastier, utilizzerà speciali trivelle per perforare il ghiaccio e recuperare le casse sepolte sotto una spessa coltre.


Valentina d’Angella

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