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Courmayeur, la frana fa paura

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COURMAYEUR, Aosta — É stato presentato ieri sera alla cittadinanza di Courmayeur lo stralcio del piano di protezione civile creato appositamente contro il pericolo di frana del Mont de la Saxe, che sovrasta alcune zone della città. Il territorio è monitorato sin dal 2000, ma i recenti avanzamenti del materiale franoso, composto da milioni di metri cubi, durante gli ultimi mesi hanno impensierito e indotto a nuovi studi. Secondo quanto riferito dall’ufficio stampa dell’Amministrazione Comunale di Courmayeur però, la situazione è assolutamente sotto controllo.

Il pericolo incombe da tempo sulle frazioni di Entrèves e La Palud, nel comune di Courmayeur, nonchè il tratto di strada statale con cui si raggiunge il Traforo del Monte Bianco. Dal 2000 questo territorio viene costantemente monitorato e, secondo quanto riferito da AostaSera, nel 2006 il movimento franoso sarebbe aumentato vertiginosamente fino alla rilevazione allarmante della scorsa primavera: dall’inizio di maggio al 10 di giugno la frana si è spostata di 31 centimetri.

"Non è corretto affermare che i movimenti sono aumentati di recente – ci spiega Luisa Aureli Bergomi, dell’Ufficio stampa del Comune di Courmayeru -. Gli studi precedenti a quelli di cui disponiamo oggi davano informazioni solo sugli spostamenti annuali, mentre quelli nuovi, iniziati da febbraio, consentono una monitoraggio costante e permettono di capire il tipo di movimento in corso. Grazie a queste tecnologie si è potuto verificare che durante il disgelo alcune aree del versante si sono mosse anche di un centimetro al giorno, mentre oggi, in questa stagione, i movimenti sono rallentati fino a un millimetro al giorno. La massa infatti si muove in stretto collegamento al movimento dell’acqua, di conseguenza durante il disgelo si sposta più rapidamente, mentre quando fa più freddo più lentamente. L’investimento in tecnologia di analisi e monitoraggio è stato pari a 3milioni di euro, interamente finanziati dalla Regione. Lo scopo era quello di conoscere a fondo il fenomeno e adeguarvi i piani di protezione civile".

A seguito del crollo di rocce avvenuto nel luglio 2008, comunque, la Regione si è prodigata in analisi geologiche e geofisiche più approfondite e nell’installazione di sensori e stazioni Gps, che hanno dato oggi i primi risultati.

"L’investimento in tecnologia di analisi e monitoraggio è stato pari a 3milioni di euro – continua la Aureli Bergomi -, interamente finanziati dalla Regione. Lo scopo era quello di conoscere a fondo il fenomeno e adeguarvi i piani di protezione civile. Dal Mont de la Saxe rischia di staccarsi una frana dalle dimensioni comprese tra i 5 e i 18 milioni di metri cubi, ma la quantificazione esatta sarà possibile solo al termine degli studi che sono previsti per la primavera – estate del 2010. L’acquisizione di queste informazioni ha comunque permesso di conoscere meglio il fenomeno e di stilare un piano mirato sulle zone interessate e tarato sull’eventualità peggiore, come richiede la legge. Il peggio in ogni caso non è affatto imminente".
 
Le zone interessate sono Entrèves e La Palud, due delle frazioni più suggestive di Courmayeur: secondo alcune stime quindi, nell’ipotesi peggiore non solo rischierebbero molte case della cittadina, ma verrebbero bloccate le vie d’accesso all’Europa dalla Val d’Aosta. Ma il comune di Courmayeur frena con decisione ogni allarmismo.

"Nel peggior caso ipotizzabile di smottamento sarebbero interessati gli abitanti residenti nelle 2 frazioni, circa 400 persone. Ma trattandosi di territorio turistico si potrebbe arrivare a dover gestire 2.700 presenze. Ecco perchè il piano di protezione civile viene presentato con attenzione ai cittadini, così che possano guidare i loro ospiti, sia come vicini sia come turisti alloggiati a Courmayeur".

Queste rilevazioni sono state esposte nella giornata di ieri con la prima delle conferenze in programma. Alla stampa e alla popolazione è stato esposto anche il piano della Protezione Civile che prevede l’evacuazione completa in 6 ore, anche se gli abitanti, nel caso di emergenza, verrebbero allertati giorni prima.

I prossimi incontri si svolgeranno il 20 novembre, per albergatori, commercianti, ristoratori, forze dell’ordine e associazioni del volontariato, e il 30 novembre per il resto della popolazione. finalizzati a spiegare lo stralcio del piano di protezione civile.

Pamela Calufetti
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