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Il Club Alpino italiano, tedesco ed austriaco contro la UIAA

 
Il CAI e la DAV (Club Alpino Tedesco) non parteciperemo alla prossima Assemblea generale dell’UIAA in segno di dissenso. 

La ragione sarebbe che l’attuale strategia del Board dell’UIAA (Union Internationale des Associations d’Alpinisme), che riunisce i principali Club alpini del mondo (tra cui il CAI), ad eccezione di quella espressa dal rappresentante del Sodalizio Pier Giorgio Oliveti, è da tempo proiettata quasi esclusivamente sulle attività agonistiche di ice climbing, tralasciando di investire in concrete progettualità nei settori dell’alpinismo, della tutela dell’ambiente, della sicurezza in montagna e del coinvolgimento dei giovani. Il che contrasta manifestamente con gli scopi statutari dell’UIAA.

Questa è l’opinione comune di Joseph Klenner, Presidente del DAV (Deutscher Alpenverein), e del Presidente generale del CAI Vincenzo Torti: per questi motivi le due associazioni, al pari dell’OAV (Club Alpino Austriaco) non prenderanno parte,  come segnale di dissenso, alla imminente Assemblea in Iran.

Il problema evidenziato da Torti riguarda le sponsorizzazioni: “L’attuale Board dell’UIAA, con l’eccezione del nostro Oliveti, è totalmente in balia degli sponsor: quel che incassa da questi ultimi viene interamente riversato per organizzare eventi agonistici di ice climbing, senza che venga riservata anche una parte di tali risorse alle prioritarie finalità istituzionali”.

Da qui la decisione di non prendere parte alla prossima Assemblea UIAA, facendola precedere da una comunicazione congiunta di CAI, DAV e OAV (Club alpino austriaco), con l’invito al Board di riportare l’UIAA ad occuparsi fattivamente delle attività per le quali è stata fondata.

Il presidente Torti ha sottolineato come questo non significhi che si pretenda un’UIAA che non si occupi di competizioni, ma che “l’agonismo dovrà venire molto dopo e residualmente, rispetto all’impegno per le attività per le quali la stessa UIAA è stata fondata: l’alpinismo, la tutela dell’ambiente, la sicurezza e l’attenzione per i giovani”.

Nell’incontro, cui erano presenti anche il Vicepresidente generale Erminio Quartiani e il Past president Roberto De Martin, è stata confermata la volontà di dar vita ad una Associazione che riunisca i soli Club Alpini Europei (EUMA), finalizzata ad una interlocuzione unitaria con gli organi dell’Unione Europea sulle tematiche della montagna, dei  suoi abitanti, del suo ambiente e dei suoi frequentatori. Tale organismo dovrà avere struttura “leggera” e costi essenziali, utilizzando, ove possibile, la logistica già in essere nel Club Arc Alpin (che riunisce le associazione alpinistiche dell’arco alpino).

E’ il caso di sottolineare come DAV, OAV e CAI siano i tre  maggiori Club alpini al mondo e che, complessivamente, rappresentano ben 2.000.000 di appassionati di montagna.

 

Fonte: cai.it

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