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Cronaca nera, Primo Piano

Incidente mentre si cala in doppia, muore giovane alpinista francese

Foto @ CNSAS Piemonte

Alle 18.38 di ieri sera la Centrale Operativa di Grugliasco (TO) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha ricevuto attraverso il Numero Unico Europeo 112 la chiamata di uno scalatore il cui compagno era precipitato al suolo durante le calate in corda doppia lungo la via Diedro Nanchez alla parete del Caporal, Comune di Ceresole Reale.

Nonostante l’avvicinarsi del tramonto l’eliambulanza del 118 è immediatamente decollata raggiungendo il luogo dell’incidente dove sono stati sbarcati il Tecnico di Elisoccorso e il medico che hanno constatato il decesso dell’uomo a causa dei traumi riportati durante una caduta da 80 metri circa.

In una seconda rotazione altri due tecnici del CNSAS Piemonte sono stati verricellati a monte della via di arrampicata per raggiungere il compagno della vittima, illeso, ma bloccato in parete e privo di corde. Mentre l’elicottero ritornava in base, lo scalatore illeso è stato calato alla base della parete, dove erano in corso le procedure di recupero della salma che è stata ricondotta a valle su una barella e consegnata ai Carabinieri per le operazioni di riconoscimento.

L’uomo deceduto, di nazionalità francese, aveva 27 anni ed era residente a Montpellier. 

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11 Comments

  1. La discesa in corda doppia e’ solo piu’ comoda e veloce, inevitabile solo su certe vie o potrebbe essere sostituita da una lenta discesa arrampicando al contrario?Solo Maestri faceva il sesto in discesa ?Non se ne sente piu’ parlare, conta solo la salita.Qualche nanuale antiquato consigliava di assicurare anche chi scendeva in doppia.Ultimo il piu’ esperto ..in doppia collaudata e senza salti esibizionistici.

    1. fuoriclasse assoluti sono morti in doppia. Gente come Steiner e Pedrini. Inoltre con una doppia puoi tirati addosso roba. E’ alpinismo, una delle cose più rischiose che ci sia. Serve saperlo, tutto qui. Non è curling

  2. a suo tempo abbiamo fatto la traversata della Meje: il socio mi assicurava mentre scendevo in doppia – E’ sicuramente il metodo + sicuro anche se un po’ più lento – ricordiamoci sempre che la corda doppia e’ una delle operazioni piu’ rischiose !!

    1. Se gli alpinisti si mettessero ad assicurare chi scende in doppia da questo week end, i morti per arrivo della notte e ipotermia sarebbero centinaia prima di Natale. E non ho esagerato.

  3. Purtroppo tutti i commenti che facciamo sono inutili, in questo ed altri articoli non c’è scritto il “perchè” è caduto….dov’è stato l’errore al 99,9% umano. Nel mio lavoro siamo abituati a snocciolare ogni infortunio anche lieve per capire se l’errore è stato umano o di procedura e se possibile fare in modo che qualcuno in futuro non lo ripeta. Quando si legge di incidenti in montagna (e parlo di incidenti veri non del turista in bermuda che vuole fare il Bianco perché lo ha visto in foto e muore congelato) oltre al dramma e al titolone non c’è mai nulla di più che aiuti a capire o anche solo a farci riflettere che quell’errore lo avrebbe potuto fare chiunque…

  4. Condivido totalmente quanto scritto da Daniele. Conoscere la dinamica ci aiuterebbe ad evitare gli stessi errori, nel caso della calata in doppia sono quasi sempre umani.

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