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L’importanza dell’acclimatamento in quota e l’uso improprio di farmaci

Sign “Way to Mount Everest Base Camp” – Mount Everest (Sagarmatha) National Park

Dal 12 al 14 ottobre 2017 durante l’International Mountain Summit si riuniranno per la prima volta i massimi esperti in medicina di montagna a Bressanone per discutere, ma soprattutto per far conoscere al pubblico, professionisti alpinisti, amanti della montagna allenati o meno, l’importanza dell’acclimatamento in quota per evitare rischi sulla salute a volte anche molto seri e da non sottovalutare.

Che sia durante un trekking in Nepal, praticando alpinismo ad alta quota o sciando sulle Dolomiti, l’acclimatazione all’altitudine è la chiave per evitare malattie legate proprio all’alta quota. Un’ascensione lenta verso quote alte è il modo migliore per acclimatarsi bene.

Quasi tutti possono soffrire di mal di montagna se vanno troppo in alto, troppo in fretta. I farmaci sono sostanze che sono usate in montagna sia per profilassi dei sintomi della malattia d’alta quota sia per il trattamento della malattia stessa, e spesso per migliorare la prestazione fisica togliendo il dolore.

Negli ultimi anni l’uso dei farmaci per scopi non terapeutici è divenuto più frequente, tanto è vero che si dice che il 90% degli alpinisti che tentano di salire l’Everest assumono farmaci per non soffrire della malattia d’alta quota e per ovviare un acclimatamento insufficiente. Purtroppo questo fenomeno si presenta anche ogni weekend per conquistare vette più a portata di mano di tutti, che necessiterebbero comunque di un acclimatamento.

Per ovviare a un utilizzo di farmaci improprio e soprattutto per conoscere meglio i fattori che determinano la malattia d’alta quota, per sfatare miti e credenze, ampiamente diffusi sul web, Luigi Festi, chirurgo generale e toracico a Varese, Presidente della Commissione Medica Centrale del CAI e direttore e ideatore del Master in Mountain Emergency Medicine e del Master in Mountain Expedition Medicine, e Peter Hackett, uno dei massimi esperti di alta quota a livello mondiale e pioniere nella ricerca scientifica, nonché Direttore del Institute for Altitude Medicine del Colorado, hanno riunito in una conferenza nel contesto dell’International Mountain Summit che si terrà venerdì 13 ottobre, tutti i maggiori esperti del mondo in questo campo. Uno degli obiettivi è mettere a confronto la medicina di montagna e la ricerca di alto livello anche con il pubblico non medico amante della montagna per rendere la discussione comprensibile a tutti.

Il supporto della Presidenza Generale del Club Alpino Italiano e di EURAC di Bolzano con Hermann Brugger Direttore dell’Istituto per la medicina d’emergenza in montagna e Presidente dell’International Society Mountain Medicine, garantirà un’ancora più ampia diffusione e un’integrazione anche scientifica con il mondo accademico internazionale.

Per maggiori informazioni, qui

Fonte: cai.it

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