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Mondinelli a Torino: i miei 14 ottomila

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TORINO — Mondinelli, sesto uomo al mondo e unico italiano dopo Messner ad aver salito i 14 ottomila della Terra senza l’ausilio delle bombole di ossigeno, sarà ospite della serata organizzata da Sucai, Museo della Montagna e Atl Valsesia questa sera, mercoledì 11 novembre, alle 21 presso il Centro Incontri del Monte dei Cappuccini del Cai Torino.  

Oltre alle immagini delle spedizioni e della vita alpina di questo bresciano sedotto dal fascino del Monte Rosa, si parlerà anche del suo impegno a favore della popolazione himalayana, dell’Himu, l’università di alta montagna appena costituita ad Alagna, e dell’alpinismo come “palestra di vita”. Ad intervistare Mondinelli ci sarà Linda Cottino, direttore di Alp. In occasione dell’evento, la Sucai in collaborazione con il Museo della Montagna ha predisposto i collegamenti audio e video con tutte le sale del Monte e con l’area esterna più prossima in maniera tale da assicurare a tutti i partecipanti la migliore visibilità possibile.

Silvio Mondinelli, nato a Gardone Valtrompia nel 1958, vive in Piemonte dal 1978, dal 1981 è guida alpina e dal 1991 è istruttore guide. Soprannominato “Gnaro” (bambino in dialetto bresciano) ha partecipato a molteplici soccorsi durante le sue spedizioni extra-europee. Spesso proprio la decisione di portare aiuto a qualche alpinista in difficoltà, talvolta un amico, più di frequente uno sconosciuto, si è rivelata determinante per il fallimento di un tentativo di scalata alla vetta; non per questo Gnaro ha chiuso gli occhi di fronte alla sofferenza umana.

Con questo stesso spirito Gnaro si è avvicinato alle popolazioni locali incontrate nel corso delle spedizioni. Insieme al grande amico cineoperatore e fotoreporter Renato Andorno, recentemente scomparso, ha iniziato a raccogliere fondi per aiutare la popolazione Sherpa della valle del Kumbu, in particolare i bambini, affinché anch’essi possano avere la speranza di un futuro migliore. Con i fondi raccolti è stata finanziata la costruzione e la gestione di una scuola a Namche Bazar; ora, grazie a questa iniziativa, 80 bambini hanno la possibilità di accedere all’istruzione elementare.

Deciso a continuare l’impegno a favore delle popolazioni del Nepal, nel 2000 insieme a 7 amici costituisce una Onlus denominata "Amici del Monte Rosa" con il preciso scopo di portare un aiuto concreto alle popolazioni nepalesi. Il primo traguardo che la onlus ha raggiunto è quello di costruire e attrezzare un Trauma Point in un punto strategico sulla via principale che collega Kathmandu a Pokara allo scopo di assicurare assistenza qualificata e tempestiva alle numerosissime vittime degli incidenti stradali che con grande frequenza si verificano sull’importante arteria stradale. Il 22 ottobre 2005 questo sogno è diventato realtà e l’ospedale ha iniziato la sua attività a pieno ritmo.

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