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Alpinismo

Moro e Urubko: nuova via al Lhotse

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BRESSANONE, Bolzano — Tornerà presto in campo la formidabile cordata italo-kazaka di Simone Moro e Denis Urubko, che lo scorso febbraio ci ha fatto sognare con la prima salita invernale del Makalu. Accadrà la primavera prossima, l’obiettivo sarà una nuova via sul Lhotse, 8.516 metri, la quarta montagna più alta della Terra. Lo ha annunciato lo stesso Moro, pochi giorni fa, all’International Mountain Summit, il grande evento di montagna e alpinismo che la scorsa settimana ha radunato centinaia di appassionati al Forum di Bressanone.

Il progetto di Moro e Urubko sarà, come sempre, all’insegna dell’esplorazione, dello stile alpino e dell’avventura. Al momento non ci sono dettagli sul tracciato della nuova via che vogliono aprire, ma la spedizione è ormai certa. I due alpinisti si uniranno in cordata in Nepal, negli ultimi giorni di maggio, dopo aver entrambi tentato e “lavorato” su due altre vie di due diverse cime di ottomila metri, che consentiranno loro di acclimatarsi e procurarsi le risorse necessarie per pagarsi la loro avventura.

Non è un ottomila qualunque quello che proverà Moro. Tenterà infatti l’Everest, con i suoi insuperabili 8.848 metri. L’alpinista bergamasco è già stato tre volte su quella cima, nel 2000 dal Nepal, 2002 dal Tibet e nel 2006 quando ha anche compiuto da solo la traversata sud-nord. Ma stavolta vuole farlo senza ossigeno, accompagnando un amico/cliente di Brescia, Aldo Garioni, con un passato alpinistico e sci alpinistico di riguardo e che ora, da quasi un anno, sta seguendo una preparazione specifica monitorata dal Marathon sport center di Brescia, che si occupa della preparazione di atleti olimpici.

Per i requisiti tecnici e dei materiali è invece lo stesso Simone Moro che lo sta seguendo e lo preparerà al meglio all’appuntamento con la grande montagna della terra. Aldo Garioni, 54 anni, di professione notaio, è presidente da 15 anni della celebre Società Escursionisti Bresciani Ugolini, ha salito il Kilimanjaro, il Muztagata e tentato il Cho Oyu.  

"Mi piace l’idea di tornare all’Everest – dice Moro – e tentare di fare la guida in modo del tutto diverso da come le spedizioni commerciali usano fare. Aldo l’ho sentito ed incontrato due anni fa, da allora sta seguendo una preparazione mirata. Troppo spesso invece nelle spedizioni commerciali si incontrano i clienti quando si è ormai al campo base. Io l’Everest voglio tentarlo senza ossigeno anche se la priorità sarà comunque quella di concentrasi sull’impegno che ho preso con Aldo. Lui si sta preparando in modo rigoroso per arrivare con un alto coefficiente di autonomia su quella montagna".

"Dopo il nostro tentativo all’Everest – prosegue l’alpinista bergamasco -, scenderò con Aldo fino a Kathmandu e ci starò per una settimana a recuperare le forze, prima di risalire nel Khumbu e tentare la via nuova con Denis. L’unica incognita sono i tempi stretti visto che il 31 maggio ho un matrimonio in Italia a cui non posso mancare…".

Anche Urubko sarà impegnato ad ottomila metri prima del tentativo con Moro. Lui sarà proprio al Lhotse, con un gruppo di giovani kazaki di cui da qualche anno è diventato "coach", per portarli in vetta dalla via “normale”. Dopo questo "acclimatamento" d’alto livello, i due alpinisti proveranno ad aprire la via nuova, in stile alpino. La partenza sarà intorno alla metà di marzo, per riuscire ad avere il tempo necessario per entrambi i progetti.

 

Sara Sottocornola

Foto: qui sotto Denis Urubko e Aldo Garioni


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