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Highlight Sud America: tra Ande e Patagonia

Foto @ Paolo Marazzi

Vediamo assieme cosa è successo – e sta succedendo – durante la stagione alpinistica invernale in corso, che oramai è quasi volta al termine.

Iniziamo dalla Patagonia e dagli aggiornamenti dalla spedizione di Paolo Marazzi, che è a El Chalten. Nei giorni scorsi, cercando di sfruttare una finestra di bel tempo, ha tentato di fare la prima ripetizione invernale di “Super domo”, sul Domo Blanco. Assieme a lui Ines Papert e suo figlio, Manu, di soli 17 anni.

 “È una via di misto. Ci sarà ghiaccio pure in inverno” questo è stato il pensiero comune – racconta il Ragno di Lecco – Dopo un approccio abbastanza lungo e con qualche inconveniente si parte, si sale la via finché, a 40m circa dall’uscita, scopriamo che il muro di ghiaccio finale non c’è, solo scisto, una roccia abbastanza inscalabile. Così siamo costretti a tornare alle tende senza nulla di concreto in mano ma con il ricordo di una giornata unica tra quelle montagne”.

Nulla da fare dunque, ma il tempo a disposizione è ancora lungo – il rientro è per ottobre – e le occasioni speriamo non mancheranno.

Rimaniamo in Patagonia. Markus Pucher è tornato a far visita ad un vecchio amico: il Fitzt Roy. L’obiettivo era il medesimo dell’anno scorso: l’invernale in solitaria (la prima spetta a Yasushi Yamanoi negli anni ’90) lungo la Supercanaleta, che ricordiamo essere una linea di più di 1600 metri di dislivello. L’anno scorso era arrivato a 200 metri dalla vetta, dovendo rinunciare a causa della quantità di neve. La scorsa settimana è stato invece il vento a costringerlo a fare marcia indietro.

Chissà se dopo questa rinuncia non proverà a spostarsi invece sul Cerro Torre (facendo l’inverso dell’inverno scorso) per coronare l’obiettivo che sta coltivando oramai da anni: la prima solitaria invernale. Staremo a vedere, noi lo speriamo!

Ci spostiamo ora sulle Ande, dove possiamo aggiungere nella geografia alpinistica una nuova via polacca. Siamo sul Cerro Arenas, 4020m nelle Ande cilene, ed il salitore della “Ruta Polaca”, 1000 metri di puro misto, è Adam Bielecki. Anche lui pare non si fermerà qui e noi lo seguiremo di certo.

Tornando invece alla meteorologicamente sfortunata spedizione al Siulia Grande, Matteo Bernasconi ha pubblicato nei giorni scorsi le linee tentate durante la spedizione con Matteo Della Bordella e Tito Arosio (le vedete nella terza immagine nella gallery). “Il primo tentativo andato a vuoto a causa delle condizioni della montagna; adesso posso dire di “conoscere” la neve peruviana – scrive Bernasconi, – il secondo tentativo fallito causa meteo; dopo il 10 agosto non più di un giorno e mezzo di tempo stabile”.

 

 

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1 Comment

  1. …un leggero passamontagna sotto il casco..altrimenti stringe o si alza sulla cucuzza, ma fuori un copricasco di lana o leggera o spessa infeltrita… principio isolamento a cappotto.I raggi ultra uv battono sul tessuto e non sulla calotta.
    Se poi fa caldo , si inumidisce con acqua,Lo sponsor del caschetto diventa sponsor pure sul copricasco.Altrimenti si va col faidate.

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