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Attualità

Uiaa: occhio ai chiodi delle vie sul mare

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BERNA, Svizzera — Alpinisti, attenti ai chiodi delle vie su pareti vicino al mare. Sembrano in buono stato, ma la loro struttura è spesso pesantemente compromessa dal clima. L’allarme arriva dall’Uiaa, Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche, che sta conducendo uno studio sul caso a seguito di alcuni incidenti alpinistici registrati tra climber che si trovavano proprio nelle zone tropicali o di mare.

Caldo, umidità, sale, vento. Questi i fattori che probabilmente contribuiscono alla veloce corrosione degli ancoraggi delle vie di arrampicata nelle zone di mare. Ancoraggi su cui i climber devono tenere gli occhi aperti, perchè spesso all’apparenza sono in buono stato, ma in realtà non reggono nemmeno il peso di una persona sola.
 
Lo ha rilevato un recente studio che la commissione sicurezza dell’Uiaa ha avviato qualche mese fa, in collaborazione con l’azienda Petzl, a seguito di un incidente nella Repubblica Dominicana, dove un climber ha rischiato la vita per la rottura di un ancoraggio.
 
Secondo i primi dati raccolti, pare che quasi il 20 per cento dei chiodi e degli ancoraggi fissati sulle pareti di quelle zone sia a rischio. Sarebbe cioè in grado di sostenere un peso da 1 a 4 chilonewton, mentre lo standard prevede una resistenza minima a 22 chilonewton. Lo studio deve ancora essere completato, ma i dati allarmanti rilevati sino ad ora hanno spinto i vertici Uiaa a diramare un avvertimento per i climber. 
Alcuni moschettoni, infatti, all’apparenza non presentano crepe o rotture, ma la corrosione interna li rende troppo fragili per garantire sicurezza agli alpinisti in salita. L’Uiaa consiglia perciò di affidarsi alle chiodature esistenti solamente se si è sicuri che abbiano meno di tre anni.
 
Per scoprirlo, si consiglia di parlare con i climber locali, per capire come sono chiodate le vie e se vengono mantenute in sicurezza. Se si decide di salire comunque, meglio controllare sempre se ci sono tracce di ruggine sugli ancoraggi: se sì, evitare di caricarvi il proprio peso, sostituirli oppure avvertire i locali.
Sara Sottocornola 
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