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Cronaca nera, Primo Piano

Un altro trailer muore sulla normale francese del Monte Bianco. L’ira del Sindaco di Saint Gervais

Stagione nera questa per il Monte Bianco. Un’altra vittima è stata trovata questa mattina sul versante francese, lungo la via normale (che potete vedere in foto), nei pressi della cresta delle Bosses: si tratta di un 28enne inglese. Il ragazzo era vestito in tenuta tra trailer.

Partito da Les Houches mercoledì sera, era accompagnato da un amico fino al Rifugio della Tete Rousse, poi è proseguito da solo. La caduta è avvenuta in discesa, attorno alle 6.00 del mattino.

Il fatto ha scatenato le ire del Sindaco di Saint Gervais Jean-marc Peillex, che su un primo momento ha commentato: “Un trailer è morto sulla cresta quasi in vetta, aveva 28 anni. Maledico tutti quelli che hanno riso dei miei messaggi e che mi hanno trascinato nel fango. Lui è morto, spero che queste persone si sentano in colpa”.

A seguire un comunicato stampa, in cui Peillex scrive: “Dopo l’alpinista italiano di 58 anni all’Aiguille du Goûter di martedì 22 agosto, oggi è stato un giovane trailer di 28 anni a cadere mortalmente, praticamente nello stesso luogo in cui è caduto il trailer morto il 17 agosto. Questo incidente mette in luce l’incoscienza di questo sportivo male equipaggiato ed è il motivo per cui avevo preso la decisione di emanare un’ordinanza municipale che fissava una lista di materiale minimo necessario per l’ascensione al Monte Bianco. In risposta – si sfoga Peillex – qualche trailer ha pensato bene di prendersene gioco o di rispondere con gli insulti. Oggi li lascio meditare su ciò che è più importante, se la vita o le sfide stupide. Sono in collera con la stupidità di chi non sa far altro che criticare, e sono fiero e mi assumo tutte le decisioni che ho preso”.

 

Foto in alto: via normale francese @ Wikipedia

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7 Comments

  1. Non se la prenda troppo…i cittadini che conoscono e rispettano leggi e regolamenti e consigli..sono una minoranza.Vale l’imitazione di quanto fanno gli altri e spesso solo per visione di filmati..in cui tutto fila liscio.

  2. Trailer? Forse trail runner. O – per ragioni di brevità – runner. Ma trailer proprio no. Vada per gli anglicismi, ma che almeno abbiano un senso.

  3. il trail si fa sui sentieri e non sulle pareti di arrampicata, sulle pareti si fa alpinismo, bisogna che questi signori che vanno sempre di fretta la capiscano l’enorme e vitale differenza

  4. Approccio francese. Per loro è insensato correre rischi quando si potrebbero evitare. Non a caso il termine “plaisir” è, per l’appunto, francese.

    Se una persona decide di misurarsi con la montagna in quel modo, consapevole dei rischi, per me è libera di farlo. Finchè non mette in pericolo nessun altro, beninteso. Darwin poi farà il suo corso.

    Perchè si potrebbe ottenere l’effetto opposto con la “smania di sicurezza” perseguita dall’obbligo: deresponsabilizzare dai rischi e dalla necessità di formarsi.

    Quasi che se hai il “kit del Sindaco” la salita sia sicura al 100%.

  5. Il “mettere in pericolo qualcun’altro” purtroppo comprende anche i soccorritori che si adoperano x recuperare i feriti o le salme. Io lascerei alla loro sorte questi trail runner….compreso l’eroe Kilian Journet che fa tanto il fenomeno.

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