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Cronaca, Primo Piano

Intervento delicato ed impegnativo nella notte per il soccorso alpino sulla Cima Grande di Lavaredo

Intervento impegnativo nella notte sulle Tre Cime di Lavaredo, portato a termine dalle squadre del Soccorso alpino di Auronzo e dall’elicottero del IV Reggimento Altair di Bolzano abilitato per il volo notturno. Ieri sera attorno alle 21.30 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Auronzo per un incidente in parete lungo la normale alla Cima Grande di Lavaredo, dove, dalle prime notizie, un’alpinista francese si era fatta male a una gamba e non riusciva a proseguire.

Il gestore del Rifugio Lavaredo, componente del Soccorso alpino, è salito per una prima verifica e le condizioni della donna, 35 anni di Lione, sono apparse subito più serie,  come confermato dall’infermiera di Stazione arrivata assieme al resto della squadra. Partita con il compagno alle 10 dal Rifugio Auronzo, la coppia era arrivata in vetta verso le 17. Nel ridiscendere, durante le doppie lei aveva perso aderenza, facendo un pendolo e sbattendo con violenza sulla parete. Il compagno l’aveva quindi assicurata su una piccola cengia a circa 2.550 metri di altitudine per poi dare l’allarme.

Prestate le prime cure, dopo averla coperta e riscaldata, si è infatti constatato che l’infortunata presentava ematomi sulla schiena e non riusciva a muovere le gambe. Non potendo fare una precisa diagnosi sul posto, temendo possibili gravi lesioni interne, con le temperature prossime alle zero e diverse ore di calate davanti, di concerto con il primario del Suem 118 di Pieve di Cadore è stato deciso di chiedere il supporto dell’elicottero dell’aviazione dell’esercito IV Reggimento Altair di Bolzano, con cui il Soccorso alpino si sta in questo periodo addestrando per la cooperazione in interventi notturni.

Giunto al Rifugio Lavaredo l’elicottero, AB 205, ha imbarcato un soccorritore per una prima ricognizione. Poiché lo stretto terrazzino dove si trovava l’infortunata, che era già stata imbarellata, era troppo attaccato alla parete e impediva la riuscita in sicurezza delle operazioni, la barella è stata calata una ventina di metri più in basso su una cengia più ampia. In una seconda rotazione, l’elicottero la ha recuperata con uno dei tecnici di elisoccorso della Stazione salito con gli altri soccorritori.

L’alpinista è stata quindi accompagnata all’ospedale di Cortina, dove è arrivata pochi minuti prima delle 3. Il compagno è sceso assieme ai soccorritori, giunti sul ghiaione alla base della parete alle 4.

Un intervento delicato e impegnativo, sia dal punto di vista tecnico che umano, per il quale il capostazione del Soccorso alpino di Auronzo, Giuseppe Zandegiacomo Sampogna, vuole ringraziare i suoi 14 soccorritori che lo hanno portato a termine.

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7 Comments

  1. Mi chiedo sempre: la calata in corda doppia e’ obbligatoria ed inevitabile..o si potrebbe con esercizio di lenta pazienza e opportuna tecnica al contrario ridiscendere disarrampicando?
    Non e’ una psicomotricita’ banale da sviluppare.Il secondo scende per primo, il capocordata per secondo, facendo sicura e con gli ancoraggi da togliere man mano.Sul web abbondano lezioni e filmati di arrampicata e corda doppia, rarissimi quelli di discesa in libera.

    1. E’ chiaro che dipende esclusivamente da quanto tempo si ha a disposizione.
      Se si è appena conclusa una lunga via con 640m di dislivello (Cima Grande di Lavaredo), non si ha il tempo materiale per fare quello che descrive lei.
      Oppure vorrebbe passare in parete una notte solo per non fare le doppie?

      1. La Normale alla Grande è una via “a tratti” di massimo III+. Chi scende dalle vie sulla N o anche solo dallo Spigolo Dibona la percorre in DISCESA slegato tranne in un tratto dove si fanno 3 doppie. Si dà per scontato che chi frequenta le Dolomiti su vie di così grande impegno fisico sappia affrontare con sicurezza una arrampicata in salita e in discesa fino al II e qualcosina di più. Se la fai tutta a tiri di corda ti ci vogliono 2 giorni a percorrerla.

        Questi son partiti alle 10 (follia) ci hanno messo 7 ore (follia2). Il tema nqui on è doppia-si o doppia-no, il tema è scegliersi percorsi adatti alle proprie capacità e comunque rispettare una tempistica oculata e che dia margini di “sicurezza”.

        Saranno anche stati alpinisti esperti (dubito) ma non si parte per una via di 500m di dislivello alle 10!!!

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