• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Alpinismo, Top News

Diario di Bordo – Momenti di tensione, tra le cordate che rientrano e le speranze del Link Sar

Testo e foto di Daniele Nardi

 

L’arrivo al campo base mi fa scaricare tutta la tensione e la felicità di questi giorni in alta quota. Penso alle due squadre che sono ancora in alto e alla fiducia che ripongo in loro, anche se in questi casi un minimo di preoccupazione c’è sempre. Ho deciso che sarebbe stata una spedizione esplorativa e così è, ma come tutte le esplorazioni è piena di incognite e di momenti di apprensione. Basta essere dietro una cresta e le radio non funzionano, si ricorre agli “scratch”, fatti con il pulsante della radio senza voce, con due sequenze esatte: la prima vuol dire tutto OK, la seconda veniteci a soccorrere.
Il dilemma è chi dovrebbe fare i soccorsi se qui i soccorsi non ci sono?
Gli unici che potrebbero venirti in aiuto sono i compagni di spedizione che magari in quel momento sono in parete su un’altra montagna. Comunque i segnali che arrivano per ora sono rassicuranti e appena arrivo al campo base Ali Saltoro dell’agenzia Alpine Adventure Pakistan insieme all’ufficiale di collegamento Kamil ed il cuoco Ishaq mi accolgono e mi aggiornano sugli spostamenti.

Le prime notizie che chiedo e se ci sono nuove da Marcello, Michele e Gian Luca (M&M&GL). La risposta è immediata, mi dicono che ieri sera c’è stato un contatto visivo tramite la luce frontale e sono molto in alto sulla montagna. Le due sequenze valgono anche per il numero di lampeggi fatti con la luce frontale. Anche i militari dell’Army Post sono con noi, si sono appassionati a questa sfida di esplorazione e durante la notte si affacciano dalle loro “tane” per guardare verso la montagna ed essere i primi a vedere i segnali luminosi lì su in alto. Me li immagino con i loro fucili, il freddo nelle mani ed affacciarsi dalla postazione a guardare verso l’alto. Poi correre dal superiore in grado e dirgli: “li abbiamo visti, sono lì, quasi in vetta…”. Poi il superiore con la scusa prende la Jeep e scende al nostro campo per avvertire il nostro ufficiale di collegamento che… “sono ancora vivi”. Nel frattempo tira fuori il telefonino e chatta con la famiglia ad Islamabad o chissà dove in Pakistan collegandosi alla rete web della spedizione Internazionale, cioè la nostra. Un “baratto” a tutti gli effetti, informazioni ricevute per l’opportunità di mandare un messaggio alla propria famiglia mentre si attende la possibilità di tornare a casa con la rotazione del personale militare alla postazione. Pensa, per loro il Post army si chiama Camp 1 e più su hanno Camp 2, che similitudine!
A volte quando scrivo queste cose mi sembrano cosi surreali che non ci credo neanche io! Allora cerco nella memoria per vedere se c’è qualcosa lì dentro e magari posso avere un segno quasi tangibile del fatto che la cosa è avvenuta per davvero o se è solo leggenda.

Ieri sera mentre cenavo dopo aver fatto visita a Steve Swenson una Jeep si ferma su in alto, ne scende un militare che da informazioni a Kamil l’ufficiale di collegamento: “Daniele, hanno visto una luce sulla vetta che Cuan e Kate volevano scalare, sono in vetta!”. Non so se farmi prendere dal terrore o dalla felicità. Felicità perché sono arrivati in vetta ed hanno scalato una vetta inviolata di 5500m circa o da terrore perché a tarda notte sono in vetta, devono ancora scendere. Sono fuori da 5 giorni! Quando ho lasciato il campo base avanzato Tom era visibilmente preoccupato per la sorella e per Cuan, ed aveva fatto una veloce incursione sul ghiacciaio per verificare se c’erano loro tracce…nessuna. Ora sono in vetta! Sinceramente non so se credere ai militari o magari mi stanno prendendo in giro. Il campo dei militari è più in alto del nostro e da quella visuale possono vedere molto meglio sia la scalata di C&K che di M&M&GL. Noi da qui abbiamo un angolo di visuale meno efficace. Dopo neanche mezz’ora Pierluigi mi dice: “Mi è arrivato questo messaggio da Daniela, ma non lo capisco, Tom dice che domani C&K saranno al campo base avanzato”. Io lo capisco bene invece. Probabilmente dal punto alto sulla montagna dove C&K si trovano le radio hanno ricominciato a funzionare. Non avendo ostacoli in via d’aria, Tom che ora è all’ABC ha potuto cogliere il segnale all’orario stabilito: le 19,30. Mi ha spedito subito un messaggio il telefono Thuraya: un sms verso l’italia e poi dall’Italia fino al BC dove siamo noi ora. SSSiiiiiiiiii…C&K stanno bene, sarà vetta? Che importa, dovunque sono arrivati in questo momento è importante la discesa e l’esperienza che ci racconteranno. Fantastico. Sono stracolmo di emozioni contrastanti: felicità per C&K, apprensione per la loro discesa, preoccupazione per M&M&GL che sono su ed il meteo non è dei migliori, stanchezza per i giorni passati ed eccitazione per i giorni a venire. Un miscuglio di cose che mi fanno prendere sonno velocemente. Alle 5,30am mi sveglio come se fossi uscito da un profondo sonno ristoratore. Bevo un tè e poi arriva in tenda Ali alle 7,30am. Mi spiega che in verità le luci che hanno visto ieri i militari erano luci in discesa e non esattamente in vetta, ferme come se fossero ad un campo, questo mi fa quadrare i conti. Capisco come mai C&K saranno all’ABC oggi. Seleziono  le foto della salita con Tom e più guardo le foto e più mi rendo conto in quale magnifico posto per scalare siamo capitati. Prendo il binocolo e do un occhiata verso M&M&GL ma non vedo tracce. Un leggera nuvola si posiziona sopra la loro vetta. Incrocio le dita e mi preparo per la giornata. Le dita scorrono veloci sopra i tasti mentre penso a come raccontare la salita sopra Campo 2. Un piano per la testa ce l’ho,  abbiamo bisogno di qualche giorno di riposo e di bel tempo, poi si torna su a piazzare Campo 3.

 

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *